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Bilancio e riequilibrio, le accuse boomerang dell’opposzione

Bilanci, piano di riequilibrio, liquidità e stipendi. Criticita sulle quali l’opposizione consiliare, nonostante sia stata protagonista dei precedenti cinque fallimentari anni amministrativi, non ha mancato in questi mesi di provare a scaricare presunte responsabilità sulla giunta insediata da appena pochi mesi. Una situazione certamente complicata cui l’assessore al bilancio Antonio Scurria prova a mettere ordine.

“Ancora una volta le prese di posizione dell’opposizione consiliare si dimostrano un vero proprio boomerang politico. Appaiono, invero, paradossali le accuse rivolte all’attuale amministrazione in ordine alla crisi di liquidità ed al ritardo nella corresponsione degli stipendi di gennaio ai dipendenti comunali. Spiace dover ribadire, una volta di più, cose note a tutti tranne, evidentemente, ai consiglieri di minoranza che continuano a fare confusione tra piano di riequilibrio, liquidità ed anticipazioni di cassa. Dopo la recente ‘bufala’ secondo la quale il comune avrebbe dovuto chiedere al tesoriere di aumentare di 1/12 l’anticipazione di tesoreria ridotta con Legge dello Stato, adesso il mancato pagamento degli stipendi sarebbe da attribuire al piano di riequilibrio o alla mancata anticipazione di liquidità a breve termine attivabile in forza della legge di bilancio 2019. Peccato solo che l’anticipazione di liquidità tanto auspicata dalla minoranza non possa essere utilizzata, per legge, per il pagamento degli stipendi dei dipendenti ma solo per i crediti commerciali certificati al 31/12/2018. A ciò si aggiunge che nulla ha a che vedere il piano di riequilibrio con la ridotta possibilità di ricorso alle anticipazioni di tesoreria, derivante esclusivamente dalle recenti modifiche normative introdotte dal Parlamento. Peraltro, appare opportuno notiziare i consiglieri di minoranza che gli uffici comunali hanno già provveduto a corrispondere ai dipendenti gli stipendi relativi al mese di gennaio, in quanto sono state introitate le risorse finanziarie necessarie.

Occorre ricordare, altresì, che l’adozione del piano di riequilibrio si è resa necessaria a causa della enorme mole di debiti che l’attuale amministrazione ha ereditato dalla precedente, per complessivi 6 milioni di euro, di cui quasi 2 milioni solo per consumi elettrici non pagati e relativi agli anni 2016 e 2017. Sarebbe stato certamente più semplice dichiarare lo stato di dissesto finanziario, le cui cause non potrebbero certo essere imputate ad una amministrazione insediata da otto mesi, ma questo avrebbe comportato il default dell’Ente, con la conseguente impossibilità di pagare per intero i debiti con imprese, professionisti e cittadini, di stabilizzare i lavoratori precari e con l’obbligo di aumentare tasse e tariffe a carico degli utenti.

Di fronte ad una nuova amministrazione che lavora con grande passione, impegno e coraggio, compiendo ogni sforzo per rilanciare la città e i cui risultati, sono già ben visibili, si comprende, pertanto, la reazione, quasi rabbiosa, dei protagonisti di conclamati fallimenti amministrativi e della stagione politica più buia che la nostra comunità ricordi, ampiamente certificata dal recente responso delle urne. Forse l’immaginario di qualcuno preferirebbe vedere Sant’Agata affondare piuttosto che risalire faticosamente la china! Allo stato attuale, l’amministrazione è impegnata nel risanamento dei conti pubblici, razionalizzando le spese ed attivando tutta una serie di misure concrete volte al recupero di entrate mai, incomprensibilmente, incassate ed all’incremento delle stesse, mediante contrasto al fenomeno dell’evasione fiscale. Correlativamente, sarebbe interessante conoscere quali atti in tal senso avrebbe posto in essere la precedente amministrazione.

Altri, dunque, dovrebbero assumersi, oggi, l’onere di fronte ai cittadini di scelte politico-amministrative disastrose a cui, finalmente, si sta tentando di porre rimedio, anziché tentare maldestramente di scaricare sulla nuova amministrazione comunale fantomatiche ed inesistenti responsabilità. La richiesta di dimissioni formulata dai consiglieri di minoranza, infine, assume i contorni del grottesco, dovendo riguardare, eventualmente, i precedenti amministratori, la cui azione politica per cinque lunghissimi anni si è dimostrata del tutto inadeguata, produttiva solo di danni, inefficienze, ritardi e confusione”.