Antonio Tripodo, giovane campione santagatese di rugby. Vinti scudetto e coppa Italia, il sogno è l’azzurro

È andato via da casa ad appena quindi anni per inseguire una passione non certo tra le più diffuse e comuni per i giovanissimi, almeno alle nostre latitudini. Un decennio di sacrifici e rinunce, impegno e duro lavoro che lo hanno portato quest’anno a fregiarsi del doppio titolo di Campione d’Italia. 

Un traguardo di assoluto prestigio per Antonio Tripodo, 25enne santagatese, che tra le file della sua FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta, ha centrato uno straordinario “double” nell’ultima stagione, con la conquista di scudetto e coppa Italia.

Al terzo anno di serie A elitè, dopo le precedenti esperienze con Mogliano Veneto e Piacenza, Antonio Tripodo sta costruendo passo dopo passo il suo sogno partito da Sant’Agata quando era poco più che un bambino. 

«Ho iniziato nel 2014 a 14 anni per gioco, non avevo il fisico adatto per il calcio, facevo palestra e poco più – ci racconta Antonio – Ho saputo che a Milazzo c’era una squadra giovanile e mio padre mi ha portato, ho fatto due allenamenti e subito la prima partita in under 14. Ero in panchina, il titolare stava male e ho giocato io ed a fine gara mi ha chiamato l’allenatore della selezione provinciale per andare a provare con loro e da lì è stato tutto un crescendo».

Dopo le esperienze a Milazzo, l’approdo a Messina con la casacca del Messina Rugby, quindi una stagione in accademia a Catania e la chiamato alla Capitolina Roma, dove gioca la finale scudetto under 18. Lo step decisivo per completare il proprio percorso Antonio Tripodo lo fa quindi a Pesaro dove resta quattro anni iniziando ad assaporare la seria A in cui approda appena 18enne. Bisogna quindi attendere il post Covid per il definitivo salto nei pro, con l’arrivo nel 2022 a Mogliano, prima esperienza in serie A elitè, e quindi Piacenza ed infine Rovigo. 

«È stato molto importante aver trovato tecnici davvero preparati tra cui quello che mi ha fatto venire più voglia di giocare a rugby è stato Augusto Allori che mi ha allenato a Pesaro e che mi ha trattato come un figlio», aggiunge Tripodo che nel frattempo ha avuto anche la gioia e l’onore di vestire la maglia azzurra dapprima con la nazionale under 17 poi con la under 23, mettendosi in mostra in diversi tornei internazionali. «Sono fuori casa ormai da quasi dieci anni, da quando avevo 15 anni, ho frequentato la scuola a Sant’Agata 

fino al terzo superiore poi mi sono diplomato a Roma. Questa cosa sicuramente pesa ma purtroppo non avevo altra scelta. Trasferirsi è stata dura soprattutto all’inizio, dovendoci gestire da soli. Ammetto che alcune volte ho avuto il dubbio se non mi convenisse tornare a casa però tutto il contorno che si crea con le società ed i compagni di squadra è davvero bello ed anche questo ti aiuta a superare i momenti difficili, viversi tutto non solo gli 80’ della partita».

Un’avventura da vivere sempre più al massimo, dunque, per Antonio che ha ben chiari nella propria mente gli obiettivi ed i traguardi da raggiungere: «Il mio ruolo di pilone destro è certamente particolare e serve tanta esperienza. Una volta era quello più grosso di tutti, adesso coi tempi moderni non basta solo spingere in mischia ma devi saper anche correre bene e passare la palla, leggere il gioco ed essere polivalenti, per questo ritengo che la cosa più importante è giocare e mettere minuti sulle gambe. L’obiettivo entro un paio d’anni è di provare ad entrare in qualcuna delle franchigie più importanti, come le Zebre Parma o la Benetton Treviso, e poter inseguire il sogno della nazionale senior. Confido prima o poi che anche questa soddisfazione possa arrivare». 

Le vette raggiunte ed una presenza ormai consolidata nell’olimpo del rugby italiano non hanno cambiato l’atteggiamento di Antonio Tripodo, sempre umile e riconoscente verso gli affetti più cari e la propria terra: «Ringrazio la mia famiglia che mi ha permesso di praticare questo sport, mi ha sempre sostenuto ed accompagnato, l’amministrazione comunale con il sindaco Bruno Mancuso ed il vice sindaco Calogero Pedalà che lo scorso anno mi hanno dato anche un riconoscimento per me molto significativo, tutti gli amici e le persone che mi sostengono e mi dimostrano tanto affetto ogni qualvolta torno a Sant’Agata». 

Lo stesso sindaco Bruno Mancuso, a nome dell’amministrazione comunale tutta, si è complimentato con Antonio Tripodo per i prestigiosi risultati raggiunti con la conquista di scudetto e Coppa Italia. «Successi che fanno onore a tutta la comunità di Sant’Agata Militello di cui Antonio Tripodo porta alto il vessillo dimostrandosi all’altezza dei grandi campioni di uno sport particolarmente avvincente e prestigioso in tutto il mondo come il rugby. L’augurio che facciamo con tutto il cuore ad Antonio è di raggiungere nella sua carriera traguardi ancor più importanti e coronare il suo sogno di indossare la gloriosa maglia azzurra e difendere i colori della nostra nazione in giro per il mondo».

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