Quattordici faldoni per il Porto. Ecco il progetto adeguato

Il countdown era scattato il 13 Febbraio, giorno dell’incontro al Comune tra il Rup ed i vertici dell’impresa Cogip. In quella sede era stata consegnata dall’ingegner Basilio Ridolfo nelle mani dell’ingegnere Gianguido Babini, dg della Cogip, l’elenco delle criticità tecniche che rendevano non approvabile il progetto esecutivo perché difforme per previsioni e costi (vedi articoli in archivio) rispetto a quello definitivo posto a base di gara. Quella notifica, come ama precisare  qualche amministratore,  comportava l’avvio del procedimento di rescissione per inadempienze in carico all’impresa, per la quale scattavano i trenta giorni assegnati per l’adeguamento del progetto. Nelle settimane precedenti c’erano già stati alcuni incontri di natura prettamente tecnica tra gli esponenti dell’impresa ed il Rup, così come era stato svolto un sopralluogo nell’area portuale, relativamente alle condizioni del fondale. Ventotto giorni dopo, nella tarda mattinata di Venerdì 13 Marzo, ecco presentarsi all’ufficio protocollo del Comune di Sant’Agata i tecnici della Cogip, che hanno consegnato nei tempi previsti gli elaborati progettuali modificati. Un malloppo composto da ben quattordici faldoni che rappresentano il progetto “ufficiale” per il completamento del Porto di Sant’Agata Militello, così come da verbale di consegna rilasciato ai rappresentanti dell’impresa. Il dado dunque è tratto. Toccherà adesso all’ingegnere Ridolfo, Lunedì mattina, aprire quei faldoni e cominciare la verifica per capire se effettivamente quelle prescrizioni imposte, le riduzioni di volume di cubatura e soprattutto di costi, siano state rispettate dalla ditta nella stesura del nuovo elaborato. Qualora il progetto fosse rispondente alle rimodulazioni richieste, dunque, si aprirebbe la strada verso la certificazione di qualità, da parte di un apposito organismo, la trasmissione agli enti preposti per l’approvazione e quindi la consegna dei lavori, con la costituzione dell’ufficio di direzione. Un iter che, tutto compreso, potrebbe portare,all’alba della prossima estate all’agognato avvio del cantiere. 

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