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Rocche del Crasto, il pulcino di grifone purtroppo non ce l’ha fatta

La tanto attesa schiusa dell’uovo nel nido dei grifoni telemonitorato, avvenuta dopo 55 giorni dalla deposizione purtroppo non è andata come sperato. Il pulcino è morto. L’evento è stato seguito in diretta da numerosi appassionati, nella mattinata di domenica 24 marzo,  collegati al sito internet dell’ente parco dei Nebrodi nel link appositamente creato per consentire sempre a tutti di poter seguire ciò che succede all’interno del nido.

“La mortalità infantile è frequente in questi grandi rapaci – spiega lo zoologo Antonio Spinnato – e dai monitoraggi delle numerose nidificazioni che abbiamo seguito negli anni, come anche nella stagione riproduttiva in corso, abbiamo registrato delle perdite sia prima della schiusa che nella fase che va dalla nascita del pulcino all’involo del giovane. In questo caso abbiamo assistito ad una situazione in cui il pulcino era perfettamente  formato; la rottura dell’uovo era stata  iniziata dall’interno dal piccolo nella mattina di giorno 23 marzo, per cui inseriremo questa nidificazione nella triste tabella dei giovani deceduti nel nido. Purtroppo avevamo intuito che qualcosa non fosse andato bene dal fatto che la rottura completa dell’uovo è avvenuta dopo quasi 24 ore, ad opera del genitore, il quale dopo aver sgusciato l’uovo si era subito posizionato sopra il pulcino neonato per proteggerlo, ed eravamo ansiosi di vederlo bene per verificare il suo stato di salute”.

Il direttore  dell’Ente Parco Filippo Testagrossa racconta che, anche con colleghi di altri parchi che erano stati avvisati di buon ora per osservare la schiusa in diretta, si era assistito con entusiasmo all’apertura completa del guscio dell’uovo avvenuta alle 8:00 del mattino. Poi la triste constatazione. Il 2019 è stato il quinto anno consecutivo che seguiamo questo nido telemonitorato e ad ogni stagione riproduttiva abbiamo raccolto una storia diversa, con una mole enorme di informazioni sulla biologia ed etologia di questa specie, purtroppo registrando, in questo specifico nido, più casi di mortalità infantile che l’involo del giovane: infatti negli anni abbiamo documentato, in diretta, anche un caso di predazione dell’uovo da parte di un corvo imperiale.

Il Commissario Straordinario Gianluca Ferlito ha commentato “Tutti avremmo voluto seguire la crescita del grifoncino fino all’involo, ma la vita nella natura selvatica è questa, con le sue dure regole della selezione naturale. Rimane comunque l’importanza dei dati scientifici acquisiti che si aggiungono  a quelli finora raccolti, oltre alla grandissima soddisfazione per l’enorme interesse suscitato oltre che negli addetti ai lavori anche nei confronti di appassionati e gente comune.