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Direzione lavori porto. Ridolfo non ci sta e risponde all’Ordine degli Architetti

Basilio Ridolfo, Rup per il completamento del Porto di Sant’Agata Militello, non le manda certo a dire e risponde a tono alla nota con la quale, nei giorni scorsi,  l’Ordine degli Architetti di Messina aveva messo in discussione l’operato del comune e degli uffici regionali sulla costituzione dell’Ufficio di direzione lavori per l’appalto del porto (leggi qua). “Non si concorda in merito alle “anomalie procedurali e organizzative” evidenziate nella nota , posto che questo Ufficio ha regolarmente attivato tutte le procedure previste dalla normativa vigente per giungere alla costituzione dell’Ufficio di Direzione dei lavori di completamento del porto”, ha scritto Ridolfo che ha proposto la cronistoria della corrispondenza intercorsa tra il suo ufficio ed il dipartimento tecnico regionale dell’assessorato infrastrutture, prima e dopo il provvedimento regionale che sospendeva il bando pubblico per la selezione all’esterno dei direttore lavori e responsabile della sicurezza, optando per un affidamento interno.
“Questa Stazione appaltante – scrive Ridolfo – in merito alla decisione di rivolgersi a professionisti esterni per l’acquisizione delle figure di Direttore dei lavori e di Coordinatore della sicurezza ha  sin da subito informato l’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità come è stato ampiamente dimostrato”. Per il Rup quindi, non sono non è condivisibile l’impostazione data dall’Ordine degli Architetti circa le responsabilità della stazione appaltante ma neanche la denuncia di un rischio di perdita del finanziamento. “Solo recentemente, l’Amministratore giudiziario della COGIP INFRASTRUTTURE SpA ha dichiarato di voler subentrare nel contratto di appalto allegando il provvedimento autorizzativo emesso dal Tribunale di Catania – sottolinea Ridolfo – mentre la Stazione appaltante si trova, al momento, nella fase conclusiva di aggiudicazione, tramite gara pubblica, del servizio di verifica del progetto esecutivo. Cià  dimostra come il comune  si sia dovuto misurare con le considerevoli problematiche dovute alla particolare situazione dell’Impresa appaltatrice – che comunque non avrebbero consentito, anche in presenza dell’Ufficio di direzione dei lavori, di poter avviare il cantiere – e, per l’altro verso, come ancora oggi, in dipendenza dell’avvio e del successivo svolgimento della fase di verifica del progetto esecutivo, sussista un ulteriore spazio temporale che consentirà di giungere agevolmente alla definizione dell’Ufficio di Direzione dei lavori che, comunque, rimane una delle priorità per il successivo concreto avvio dei lavori”.

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