E’ una comunità piombata nel dolore e nella disperazione quella di Capizzi, dopo la tragica morte del 16enne Giuseppe Di Dio, ucciso nella serata di sabato 1 novembre, da un colpo di pistola che gli ha perforato il collo. L’omicidio, avvenuto nella centralissima via Roma, per mano di un 20enne del luogo, arrestato insieme al fratello più piccolo ed al padre.
I tre, secondo quanto riferito dai Carabinieri che conducono le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Enna, sarebbero giunti a bordo di un’autovettura davanti ad un bar dove il 20enne sarebbe sceso aprendo il fuoco. La vittima sarebbe stato raggiunta in maniera accidentale dal colpo, non essendo a quanto sembrerebbe l’obiettivo del raid. Ha cercato di chiedere aiuto presso la vicina Guarda medica ma purtroppo i tentativi dei sanitari di soccorrere sono risultati vani.
In corso gli approfondimenti investigativi per appurare la dinamica dei fatti e soprattuto il movente. Un altro colpo di pistola ha raggiunto anche un 22enne, ricoverato all’ospedale di Nicosia, ma fortunatamente non in gravi condizioni.
Per la comunità capitina una nottata ed un risveglio amari, pieni di rabbia e sconforto.
«Una tragedia assurda, in parte annunciata, ha spezzato la vita di un ragazzo di appena 16 anni, Giuseppe Di Dio, attinto da un colpo di arma da fuoco in una serata che doveva essere di festa, da un giovane ventenne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, senza alcuna motivazione», scrive l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Principato Trosso.
«La nostra comunità è stata attaccata nel modo più violento e vile che potevamo immaginare. Le istituzioni non sono riuscite a tutelare la nostra comunità ed evitare il peggio, questo è l’animo di un sindaco che già tempo addietro ha segnalato la necessità di maggiore attenzione per il proprio territorio ed oggi chiede giustizia a gran voce. L’intera comunità è sconvolta, attonita e si stringe con profondo dolore e affetto attorno alla famiglia di Giuseppe Di Dio colpevole solamente di essersi trovato nel posto e nel momento sbagliato. Confidiamo che la giustizia faccia pienamente il suo corso.
Il nostro Ente ha messo già a disposizione dell’autorità giudiziaria le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona. Si rimane a completa disposizione della stessa, affinché venga fatta piena luce e giustizia su quanto accaduto. Ogni altra parola e commento, da qualsiasi altra fonte proveniente, in questo momento risulterebbero superflui e fuorvianti. Oggi Capizzi è unita nel dolore, nel silenzio e nel ricordo di Giuseppe.
Non si piegherà alla violenza e reagirà con unità e fiducia nelle istituzioni».

























