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L’immobile della famiglia Scurria, nessun abuso anzi “scrupolo” dei funzionari. Il Gip archivia il caso

Ipotesi di abuso d’ufficio archiviate e conferma della regolarità dell’operato dei funzionari dell’ufficio tecnico comunale nelle vicende relative al permesso a costruire rilasciato alla famiglia dell’assessore Antonio Scurria per l’immobile di loro proprietà.

Finisce così la vicenda scaturita da un esposto da parte del proprietario del fondo confinante e relativa all’immobile situato nel centro storico di Sant’Agata Militello di cui è comproprietario, insieme ai suoi familiari, l’assessore Antonio Scurria.

Ipotesi archiviate nei confronti dello stesso assessore, di due suoi familiari e dei tecnici comunali Ing. Giuseppe Contiguglia e geom. Biagio Piscitello, difesi dagli avvocati Massimiliano Fabio, Rosanna Campisi, Alberto Farraù e Giorgio Pina.

L’archiviazione, già stata proposta dal pubblico ministero dottoressa Antonietta Ardizzone, è stata disposta dopo opposizione all’archiviazione avanzata dalla contro parte,  dal Gip Ugo Domenico Molina, con ordinanza del 29 luglio nella quale si evidenzia che “le determinazioni e i pareri assunti dagli indagati Contiguglia Giuseppe Piscitello Biagio si basano su una lettura assolutamente verosimile dei contenuti delle decisioni giurisprudenziali richiamate, nelle quali (specie nella ordinanza della Corte di Cassazione) esiste il chiaro ed inequivoco riferimento alla possibilità che il fabbricato Scurria fosse avanzato sul confine, senza pareti finestrate (evitando così l’arretramento)…”, osservando, altresì, che “l’apparato motivazionale che ha sorretto il parere espresso … evidenzia solo lo scrupolo con il quale è stata trattata la questione da parte dei tecnici indagati”.

 “Ho sempre avuto la massima fiducia nella Magistratura ed in un esito positivo della vicenda, – afferma Antonio Scurria – mantenendo sempre un profilo composto, nonostante la palese infondatezza delle denunce e le solite, volgari, aggressioni mediatiche subìte. Io e la mia famiglia siamo stati, anche per ragioni politiche, gravemente diffamati e calunniati. I responsabili saranno presto chiamati a risponderne in ogni sede”.

Sulla lite tra i proprietari dei terreni confinanti è quindi pendete anche un ricorso al Tar.

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