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Distribuzione di mascherine gratis. Segnalazioni, denunce e… chiarimenti.

Un vero e proprio polverone quello che si è sollevato nella giornata odierna a Sant’Agata Militello a seguito dell’iniziativa di distribuzione della mascherine organizzata domenica sul lungomare (leggi qui) su cui purtroppo, come spesso accade, pare non siano mancati anche maldestri tentativi di alimentare venti di polemica.

Tutto è nato dalle segnalazioni giunte in mattinata al sindaco Bruno Mancuso circa alcune richieste da parte di taluni che, in nome e per conto del comune, si sarebbero presentati in alcuni esercizi commerciali per chiedere soldi a finanziamento dell’iniziativa. Mancuso non ha quindi perso tempo ed ha subito denunciato i fatti alle forze dell’ordine, specificado con un post sulla propria pagina Facebook come nessuno fosse autorizzato dal comune a raccogliere soldi. “Le mascherine sono state fornite dalla Protezione Civile ai comuni della provincia ed un’associazione giovanile di volontari si è prestata per organizzare la consegna – ha scritto Mancuso – Nessuno è stato autorizzato dall’amministrazione a raccogliere fondi per tale iniziativa che è totalmente gratuita – ha aggiunto il sindaco. Abbiamo provveduto ad avvisare le autorità preposte dell’attività svolta da questi impostori. Invitiamo le persone che sono state avvicinate per versare il contributo a darne notizia al sottoscritto che provvederà ad avvisare l’autorità giudiziaria”.

Anche il gruppo Nois di protezione civile, in una nota a firma del responsabile locale Mauro Oriti e del referente regionale Pippo Fazio ha precisato che il proprio coinvolgimento riguardava solo ed esclusivamente “il ritiro delle mascherine dal centro di smistamento della protezione civile di Librizzi e la consegna al comune di Sant’Agata”.

Infine a fornire un’ulteriore precisazione sono stati gli stessi giovani organizzatori del gruppo “Attiva Sant’Agata” coordinato da Alessandro Magistro. “Abbiamo chiesto l’aiuto di alcuni sponsor privati specificando che si trattasse di un contributo minimo per acquistare disinfettanti, guanti, sedie, tavolino ed altro materiale, documentato con relativi scontrini – spiega Magistro –. Non sappiamo se altri soggetti si siano o meno presentati a nome del comune per chiedere altri contributi,  ma per quanto ci riguarda, alla luce di quanto emerso e per scongiurare qualsiasi equivoco di sorta, abbiamo già iniziato a fare il giro delle attività per restituire quanto ci è stato dato a titolo di contributo. Siamo particolarmente lieti di poter organizzare iniziative come quella di domenica e vogliamo continuare a farlo col solo spirito di rendere un servizio alla comunità”. 

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