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Vaccini e soggetti “fragili”, la battaglia per il diritto alla salute. Toccante appello di una docente nebroidea.

Diritto alla salute e burocrazia spesso purtroppo, per quanto paradossale possa sembrare, non camminano sempre di pari passo, anzi, capita talvolta di accorgersi che rischiano di entrare addirittura antitesi in relazione proprio ai soggetti cosiddetti “fragili”, coloro i quali in ragione di patologie cui sono affetti avrebbero invece maggior necessità di tutela. L’argomento è purtroppo di stretta attualità in Sicilia, riguardo la somministrazione dei vaccini anti Covid, in relazione alle fasce di priorità individuate. Diverse associazioni di portatori di patologie croniche hanno già sollecitato l’assessorato regionale alla salute a procedere alle vaccinazioni per i soggetti “fragili” che quotidianamente, prestando regolarmente l’attività lavorativa a contatto con numerose persone, rischiano il contagio ma, come nel caso della scuola, sono eslusi dalla prima somministrazione a causa delle controindicazioni del vaccino Astrazeneca previsto per i docenti.

Riceviamo e pubblichiamo, a tal proposito, una mail firmata, da parte di una docente della zona tirrenico nebroidea, che rappresenta una significativa testimonianza delle difficoltà vissute. “Siamo di fronte ad un’Italia divisa, in cui se hai la fortuna di risiedere nella regione giusta ti viene garantito il diritto alla salute”, è il laconico commento che accompagna la mail che pubblichiamo di seguito.

“Sono una docente siciliana e sono una docente cosiddetta “fragile” impegnata ad insegnare in un istituto superiore durante tutta questa pandemia, tutt’ora in corso.
Vi chiederete perché questa distinzione? Sono pur sempre io, la stessa persona. Adesso cercherò di chiarire meglio. La distinzione è stata fatta a monte dallo Stato nel predisporre il piano vaccinale in cui noi “fragili”, ovvero persone che convivono con una patologia cronica, a compartimento stagno (come unico blocco) siamo stati inseriti nella fase 2, ovvero tra le persone estremamente vulnerabili indipendentemente dall’età (sono state individuate diverse aree di patologia che incrementano il rischio di decesso da Covid19). Seguendo una logica e un ordine di priorità per avere accesso al vaccino, certo. Bene, direte, sarete vaccinati prima. Invece no!? Il ministero ha avviato la fase 1 e ha giustamente iniziato la vaccinazione con chi ogni giorno è in prima linea in ospedale garantendo protezione a tutto il personale sanitario. Poi ha rimodulato tutto il piano vaccinale ed ha avviato, anticipando, la fase 3 (personale scolastico under 55) della campagna di vaccinazione, grazie alla disponibilità delle dosi del vaccino AstraZeneca, sconsigliato per alcune categorie di soggetti fragili. Il tutto, dunque, in parallelo alla Fase 1.
Noi “soggetti fragili” della fase 2 siamo stati messi da parte. In attesa. Mica abbiamo fretta!? Rischiamo di prenderci semplicemente il covid in classe!? Al ministero quale logica hanno applicato nel stabilire queste fasi o priorità?
La domanda nasce spontanea poiché se in atto c è la vaccinazione di “tutto il personale scolastico” noi siamo DOCENTI e rientriamo nella categoria!? Purtroppo non è così.
Ricordiamo, però, che i soggetti cosiddetti “fragili” sono coloro che purtroppo presentano un “aumentato rischio clinico se infettate da Sars-CoV 2” ma si ritrovano quotidianamente a stretto contatto con tutta la popolazione scolastica rischiando ogni giorno di essere contagiati. Non è stato possibile attivare smart working o altre modalità di insegnamento alternative. Almeno non per tutti. Entriamo in classe con la massima attenzione e tutte le precauzioni possibili ma con l’ansia a mille. Non abbiamo, quindi, diritto ad essere tutelati? Non sarebbe stato giusto nel rispetto dei principi costituzionali vaccinare noi docenti “fragili” (per destino e non per scelta) in contemporanea agli “colleghi sani, che godono di ottima salute”? Una scelta, quella di saltare la fase 2 che non trova logica anzi proprio anticostituzionale. Lede il nostro diritto alla salute proprio per la nostra condizione di fragilità. E noi aspettiamo ma ancora nulla si smuove.
Spiace sottolineare che viviamo in un’Italia divisa a metà in cui la Regione Siciliana si dimentichi di noi mentre in altre regioni si stanno vaccinando i docenti fragile anche con il Pfizer e non l’ AstraZeneca, in alcuni casi più gravi, mentre la Regione Toscana avvia già la fase per i soggetti fragili come annunciato dal consigliere regionale Melio, in Sicilia si pensa a dare il via alle prenotazioni per vaccinare i settantenni. Comunicato stampa di giorno10 marzo. “Entra nel vivo, infatti, una nuova fase della campagna vaccinale (tutti i cittadini 70-79 di età) che complessivamente potrà interessare una platea di oltre 567mila persone alla quale verrà somministrato il vaccino AstraZeneca (esclusi i soggetti estremamente vulnerabili, vedi nota allegata)”.
Ecco di nuovo, messi da parte e rinviati a data da destinarsi i soggetti fragili!? L’assessore Razza e il presidente Musumeci se ne lavano le mani rimandando a Roma la decisione poiché finora nessuno ha comunicato eventuale deroga al piano vaccinale.
En attendant il vaccino.
Cordiali saluti,
Antonella una docente fragile in attesa di vaccinarsi.

NB- Secondo quanto si apprende, l’assessorato regionale della Salute – alla luce dell’aggiornamento del Piano vaccinale nazionale (varato lo scorso 10 marzo) e tenendo conto delle priorità definite e delle indicazioni relative all’utilizzo dei vaccini disponibili – sta procedendo all’organizzazione delle prenotazioni per i cittadini che rientrano nella categoria “estremamente vulnerabili“, cioè persone affette da condizioni di danno d’organo preesistente o che in ragione di una compromissione della risposta immunitaria a Sars COv2 hanno un rischio particolarmente elevato di sviluppare forme gravi o letali di Covid-19. La campagna vaccinale dovrebbe dunque essere avviata già nella prossima settimana.

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