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Diritti di un lavoratore invalido non riconosciuti. Ministero condannato.

Il Tribunale di Roma, sezione Lavoro, ha dichiarato il diritto all’assunzione di un uomo di Alcara Li Fusi invalido , che aveva partecipato al concorso nazionale per Assistente Giudiziario.

Con apposito ricorso in via d’urgenza l’uomo, assistito dall’avvocato Daniela Scurria, impugnava lo scorrimento della graduatoria del concorso nazionale per Assistente Giudiziario, bandito dal Ministero della Giustizia, nella parte in cui non teneva conto della quota di riserva stabilita dalla legge per le categorie protette e pertanto non assumeva lo stesso disabile.

In accoglimento del ricorso il Tribunale di Roma, in via d’urgenza, stabiliva il diritto all’assunzione del ricorrente che veniva impiegato presso il Tribunale di Patti.

Il Ministero della Giustizia proponeva reclamo avverso la decisione del Tribunale di Roma ma il provvedimento di assunzione del disabile veniva confermato dal Tribunale anche in sede di reclamo.

Ma il Ministero della Giustizia, proponeva quindi il ricorso di merito assumendo l’illegittimità dell’assunzione dell’invalido poichè riteneva non vincolante il prescritto rispetto della quota di riserva stabilita dalla legge in favore delle categorie protette nel caso di scorrimento della graduatoria.

Anche in questo giudizio si costituiva il disabile della provincia di Messina, rappresentato e difeso dall’Avvocato Daniela Scurria, temendo la perdita del posto di lavoro presso il Tribunale di Patti. Lo stesso chiedeva il rigetto delle domande del Ministero e ribadiva il proprio diritto ad essere assunto nell’ambito della quota di riserva, criterio applicabile anche in sede di scorrimento della graduatoria.

Il Tribunale di Roma, sez. Lavoro, con la sentenza n.10241 del 20.11.2019 ha dichiarato il diritto all’assunzione, anche con riferimento alla graduatoria di scorrimento, tenendo conto della quota di riserva per il personale appartenente alle categorie protette.

La nuova sentenza del Tribunale di Roma sottolinea come i disabili non devono essere visti come un peso da sopportare per il datore di lavoro, privato o pubblico che sia, bensì come un inserimento degli stessi nel mondo del lavoro al fine di valorizzarne le capacità professionali.

Pertanto, per effetto della recente ed innovativa sentenza del Tribunale di Roma l’invalido manterrà il proprio posto di lavoro presso il Tribunale di Patti con il Ministero chiamato a pagare anche le spese giudiziali.