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Poste Italiane nega mobilità per assistenza familiare. Dipendente vince in giudizio.

Il Giudice del lavoro del Tribunale di Pavia ha censurato il diniego di Poste Italiane alla richiesta di trasferimento di una portalettere, con contratto a tempo indeterminato, necessario per l’assistenza alla sorella disabile grave di Capo d’Orlando.

La dipendente, in servizio all’ufficio postale di Vigevano, tramite il suo legale, l’Avv. Massimiliano Fabio, ha contestato l’impossibilità di potere provvedere alla tutela della salute della sorella ed ha chiesto a Poste Italiane di essere trasferita nel comune di Capo d’Orlando, in applicazione dell’art. 33, comma 5 della L.104/92.

Il 25 giugno scorso, il datore di lavoro, in maniera generica e senza fornire adeguate motivazioni, aveva negato alla dipendente il riavvicinamento familiare richiesto.

La difesa della lavoratrice, il 17 luglio scorso, con ricorso urgente al Tribunale di Pavia, aveva ottenuto “inaudita altera parte”, ovvero in soli due giorni dall’impugnazione del provvedimento di diengo, il trasferimento della dipendente dall’Ufficio di Vigevano a quello di Capo d’Orlando (Me), che è stato confermato con l’ordinanza di accoglimento totale del 21 settembre.

La decisione dell’Autorità giudiziaria è un importante precedente giurisprudenziale al quale Poste Italiane dovrà uniformarsi nella gestione delle richieste di trasferimento avanzate dai dipendenti che devono prestare assistenza a familiari con handicap grave.

Il Giudice ha, infatti, precisato che “il datore di lavoro, qualora intenda negare il trasferimento a chi ne faccia richiesta, debba fornire un’adeguata motivazione relativa alle ragioni organizzative, tecniche e produttive ostative al suo accoglimento”.

La dipendente ha dimostrato che in provincia di Messina, nel mese di luglio, erano vacanti e disponibili oltre 40 posti di portalettere, tutti destinati a mobilità, ed ha contestato l’assunto avversario secondo il quale nel messinese, così come in Sicilia, tale tipologia d’organico fosse sovradimensionato, in quanto Poste Italiane è solita colmare le carenze mediante molteplici e ripetute assunzioni a tempo determinato di portalettere trimestrali, che hanno riguardato anche l’Ufficio di Capo d’Orlando.

Il Giudice del Lavoro, ritenuto che le diponibilità nell’organico messinese fossero note a Poste Italiane al momento del diniego al riavvicinamento della dipendete alla sorella da assistere, ha ordinato l’immediato trasferimento della portalettere presso l’ufficio postale di Capo d’Orlando o in altro ufficio disponibile e prossimo al luogo di residenza della disabile.