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La febbre e quel “pregiudizio” colossale!

Parla il dott. Sandro Paparone, pediatra.

La maggior parte della gente crede che la febbre sia una malattia e chiede insistentemente al medico di curarla con farmaci appunto “contro” la febbre. Alcuni, più illuminati, sanno che la febbre è di regola espressione di una malattia che le sta sotto, dunque un utile campanello d’allarme.Ne parliamo con il dott.Sandro Paparone, pediatra.

Dott. Sandro, che cos’è la febbre?

È uno dei più efficaci meccanismi di difesa che l’organismo mette in atto contro le infezioni.In effetti contro i microbi (batteri e virus) la febbre è un potente mezzo difensivo che agisce sia direttamente, sia attivando altre importanti difese.Per quanto riguarda i virus, un aumento della temperatura da 37 a 38°C può provocare una diminuzione della loro moltiplicazione di oltre il 90% e per la maggior parte dei virus un ulteriore aumento può comportare l’arresto completo della moltiplicazione.

Perché si ricorre ai farmaci per abbassarla. Vanno veramente utilizzati?

No, non è necessario. A volte può essere dannoso! Nei topolini infettati sperimentalmente con virus, abbassare la temperatura aumenta la mortalità. Numerose osservazioni fanno pensare che lo stesso fenomeno possa verificarsi anche in molte infezioni virali dell’uomo. Ad esempio: nei bambini infettati con virus della poliomelite la frequenza e la gravità della paralisi sono risultate molto più elevate nei soggetti trattati con farmaci contro la febbre Un altro fondamentale e generale meccanismo di difesa dalle infezioni è l’infiammazione, che provoca a livello locale condizioni fisiche, chimiche e biologiche che si potenziano a vicenda nel combattere le infezioni come … l’aumento della temperatura!  I farmaci antinfiammatori facilitano nella maggior parte delle infezioni virali la moltiplicazione e diffusione dei germi, allungando il decorso e aumentando la gravità delle infezioni negli animali da laboratorio trattati, a confronto di quelli non trattati con questi farmaci.

Come la febbre aiuta l’organismo a vincere le infezioni?

La febbre riduce nel sangue i livelli di ferro essenziale per la crescita di gran parte dei microrganismi; esalta l’efficienza di tutti i componenti del sistema immunitario, dall’attivazione dei globuli bianchi alla produzione di anticorpi.Non bisogna dunque temere la febbre e si deve ricordare che l’entità del rialzo febbrile dipende sì dalla forza dell’aggressione infettiva, ma anche dalla capacità di reazione dell’organismo. Se i meccanismi difensivi sono forti e vitali, probabilmente, anche se sembra un paradosso, la febbre raggiungerà punte ancora più alte, e l’organismo debellerà la malattia più velocemente.

Cosa fare in caso di febbre?

Nella fase del brivido la temperatura del corpo sale rapidamente. Il soggetto sente freddo perché il calore viene concentrato all’interno dell’organismo per fini difensivi.Dunque è bene assecondare il lavoro del corpo coprendo il malato fino a quando non sentirà più il freddo.Quando i brividi cessano, il malato ha la temperatura più alta che, come si è visto, svolge una funzione importantissima. Dato che la febbre fa sudare è fondamentale far bere il malato, affinché non si disidrati. La febbre è una reazione utile, che c’è quando serve e passa da sé quando non è più necessaria (cioè: se non passa è perché serve ancora). Non è facile adottare questo atteggiamento, in quanto siamo stati abituati per decenni a considerare la febbre in sé come una malattia da combattere. E invece sopprimendola togliamo di mezzo un preziosissimo alleato e favoriamo i veri nemici.Ma la verità è un’altra. Ė il nostro organismo che ha tante risorse che, nonostante l’uso di farmaci inutili o dannosi, guarisce ugualmente! In effetti la maggior parte delle malattie infettive che ci colpiscono guarirebbero spontaneamente senza alcun intervento farmacologico (che potrebbe addirittura allungare il decorso della malattia).Guardare sempre il bambino, non la febbre, se un bambino ha 39 di febbre , gioca, respira bene, non è il caso di preoccuparsi

Spesso si ricorre all’uso di antibiotici, sono necessari?

Molta gente pensa che contro una malattia con febbre servano gli antibiotici e sollecita il medico a prescriverli, nella convinzione che solo così si guarisca o che si guarisca prima.In realtà gli antibiotici possono servire solo contro batteri, ma una grandissima parte delle malattie che provocano febbre è dovuta ai virus. Le malattie da virus guariscono di regola per il solo effetto dell’organismo. Ricordiamo l’effetto dell’interferone, dei linfociti e altri globuli bianchi! Purtroppo l’abitudine di prendere antibiotici prima che una malattia febbrile abbia fatto il suo corso è tanto diffusa che, quando poi la malattia guarisce spontaneamente, si tende a credere erroneamente che siano stati gli antibiotici a farla sparire.Sfortunatamente non è così e gli antibiotici hanno costi elevati, in termini di:

  • TOSSICITÁ (possono danneggiare organi e apparati del corpo umano)
  • ALLERGIE (svariati antibiotici possono innescare reazioni allergiche frequenti e talvolta gravi)
  • ECOLOGICI (colpiscono tutte le popolazioni di batteri, anche quelle utili, che rivestono le superfici dell’apparato digerente, respiratorio e la vagina.

Pertanto gli antibiotici, anche quando sono usati correttamente, non agiscono come una carabina di precisione, ma come una bomba in mezzo a una folla.Inoltre l’uso di antibiotici e ancora di più il loro cattivo uso determina fenomeni negativi che si vanno diffondendo in maniera allarmante: INFEZIONI DA GERMI OPPORTUNISTI (i germi che non sono attaccabili dagli antibiotici o che sono resistenti approfitteranno della scomparsa di altri germi utili per prolificare provocando malattie che l’organismo umano non avrebbe altrimenti conosciuto)

È corretto usare il cortisone in caso di febbre?

I cortisonici agiscono sopprimendo le difese, la febbre si abbassa in quanto l’organismo cessa di difendersi. Se dovete curare il bambino sicuramente non servono, al contrario potrebbero determinare un aggravamento della malattia.

Ringraziamo il dott. Sandro Paparone per la sua collaborazione.

Alberto Visalli