Paura delle vaccinazioni. Parla il pediatra. Il ritorno delle malattie scomparse

Presi ormai da un’irrazionale paura delle vaccinazioni, i genitori privano i loro figli di quella che è stata l’arma letale contro le malattie infettive: la vaccinazione. La conquista più importante e la misura d’igiene più importante dopo l’acqua potabile, che ha permesso a milioni di bambini in tutto il mondo di sopravvivere, viene sconfitta proprio dai genitori che li dovrebbero proteggere, aprendo il varco a malattie ormai dimenticate, e forse per questo non percepite come reale pericolo. Flagelli che per millenni hanno devastato la popolazione umana: vaiolo e poliomelite in primis in quanto tecnicamente scomparsi, seguiti da pertosse, morbillo, tetano etc. di cui ancora i nostri nonni e genitori hanno ricordo, fra poco riemergeranno. Ne parliamo con il dott. Sandro Paparone, Pediatra.

Dott. Sandro, perché i genitori hanno paura a vaccinare i propri figli?

I genitori purtroppo usano come consigliere il “dott. Google” in cui trovano su tutto una risposta, in cui le opinioni … diventano scienza! Per le vaccinazioni, in realtà, il primo da consultare sarebbe un libro di storia, da cui si potrebbe evincere cosa hanno determinato le vaccinazioni in termini di sopravvivenza negli ultimi due secoli, e poi la larga disponibilità di studi scientifici. Contro i vaccini non esistono studi scientifici che dimostrino il danno determinato, solo allarmismo con sentenze, poi stravolte dai ricorsi di cui non si parla, basate su supposizioni dettate dal nesso temporale tra l’età della vaccinazione antimorbillosa e l’età alla quale viene spesso fatta la diagnosi di autismo che spesso corrispondono non essendo fattibile prima di tale periodo la diagnosi. In ogni caso, parecchi studi, condotti scientificamente, hanno escluso che esista un nesso tra i due eventi. L’incidenza dell’autismo è pari nella popolazione vaccinata ed in quella non vaccinata. L’autismo è una condizione già presente alla nascita.

Esistono dei rischi da vaccinazione?

vaccinoSe con la definizione di “vaccino sicuro” intendiamo un prodotto che è totalmente esente da effetti collaterali, allora nessun vaccino è sicuro al 100%. Esattamente come nessuna attività umana è sicura: un certo rischio, per quanto piccolo esiste in tutte le nostre attività. Se invece per “sicuro” si intende un vaccino che solo molto raramente o eccezionalmente può provocare effetti collaterali seri e tuttavia questi sono considerati accettabili proprio perché quel vaccino difende da un pericolo più grande rappresentato dalla malattia, allora siamo di fronte a una definizione più aderente alla realtà. Il questo schema è possibile evincere la differenza tra malattia e effetti da vaccinazione … tabella che parla da se.

Rischi relativi alla malattia Rischi relativi alla vaccinazione
Morbillo 1

Polmonite: 1/20
Encefalite:1/2000
Morte: 1/3000

Parotite 2

Encefalite: 1/300

Rosolia 3

Rosolia congenita: 1/4 se contratta ad inizio gravidanza

Vaccino MPR 6

Encefalite o reazione allergica severa: 1/1.000.000

Difterite 4

Morte: 1/20

Tetano

Morte: 3/100

Pertosse 5

Polmonite: 1/8
Encefalite: 1/20
Morte: 1/20

Vaccino DTP 7

Pianto inconsolabile poi completo recupero: 1/100
Convulsioni o shock poi completo recupero: 1/1.750
Encefalopatia acuta: 0-10,5/1.000.000
Morte: non provata

Rischi delle malattie paragonate ai rischi delle vaccinazioni (a cura di Rocco Iudici, Serena Miotto, Antonio Ferro)

Dunque la vaccinazione è un atto che abbatte in maniera cruciale il rischio delle malattie trasmissibili, di contro le correnti antivaccinali cosa possono evidenziare?

Mi chiedo perché le correnti antivaccinali non producano studi scientifici sulle vaccinazioni, ad esempio prendendo in esame  l’aumento di incidenza di patologie, sospettate essere indotte dai vaccini,  nei soggetti vaccinati rispetto ai non vaccinati, la scienza ufficiale li ha prodotti questi studi, con il risultato che non esiste alcuna differenza.

Cosa influisce sulle decisioni dei genitori?

Il dilemma dei genitori, il cui fine è proteggere i figli, tra una malattia che non vedono più e un postulato rischio da vaccinazione, tra qualcosa che potrebbe accadere e qualcosa che invece potrebbe essere determinato da una loro scelta, non è facile risolverlo. L’invito è a documentarsi ma correttamente: osservando la storia, se possibile visionare studi scientifici, e non dare ascolto ad opinioni non documentate,  fare i genitori significa fare anche delle scelte , si è responsabili anche nel non farle.

Cosa ci riserva il futuro a causa del ridotto tasso di vaccinazione?

Siamo già a rischio per diverse malattie: la pertosse proprio in questi giorni ha fatto una piccola vittima di un mese e mezzo, ed i casi riferibili a malattie ormai dimenticate aumenteranno progressivamente, sino a quando i genitori capiranno che non erano scomparse per una causa sconosciuta ma perché avevamo una buona copertura vaccinale, purtroppo probabilmente  pagheremo con vite umane la necessaria presa di coscienza.

 Ringraziamo il dott. Sandro Paparone, Pediatra, per la collaborazione.

Alberto Visalli