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Analisi del sangue, scopriamo tutti i segreti

Le indagini di laboratorio rappresentano dei validi e utili test per dimostrare, diagnosticare, monitorizzare eventuali stati di malattia o predisposizioni a stati di malattia e come tali assumono un preciso ruolo nell’ambito dell’iter diagnostico. Ma … è necessario qualche accorgimento per non alterarne i valori? Si possono effettuare a qualsiasi età? Emocromo, Sideremia, Ferritina, cosa sono? Quali i valori nella norma? Valori in eccesso e/o difetto cosa comportano? A queste ed altre domande risponde, per “Il Medico In…Forma”, la dott.ssa Maria Catalioto, Biologa – Direttore Responsabile dell’omonimo Laboratorio di Analisi Chimico Cliniche.

Dott. Maria, che cosa sono le analisi del sangue, come si effettuano e perché si fa ricorso ad esse?

Le analisi del sangue rappresentano una varietà degli esami di laboratorio chimico clinico. Tale analisi si possono eseguire su campioni di sangue venoso, di piccolo volume e prelevati di solito da una vena del braccio (con una siringa o con un sistema sottovuoto), in maniera asettica. Le analisi del sangue rappresentano un esame veloce e indolore in grado di fornire una serie di informazioni per la salute del soggetto. Esse risultano fondamentali per il monitoraggio dello stato di salute anche in assenza di sintomi, come strumento di prevenzione. L’espressione “analisi del sangue” vuole significare un pannello di esami in grado di fornire un’idea generale dello stato di salute dell’organismo sulla base della funzione dei suoi vari organi e apparati, da cui dipendono i livelli delle sostanze misurate. Per tali motivi, esse andrebbero effettuate anche in soggetti sani e giovani. Gli esami del sangue rappresentano di solito il primo gradino quando si vuole cercare una diagnosi. Risultano fondamentali prima di un intervento chirurgico e necessari per monitorare una situazione particolare (per esempio dopo la cura di una neoplasia).

Cosa fare o non fare prima di un’analisi del sangue?

donazione-sangueNormalmente le analisi del sangue si effettuano a digiuno (8-10 ore dopo il pasto serale); non bisogna, quindi, assumere cibi la mattina se non un sorso d’acqua naturalmente non zuccherata in quanto lo zucchero potrebbe alterare il valore della glicemia, facendo sospettare erroneamente una patologia pre-diabetica.

Per quanto riguarda l’alimentazione, occorre mangiare come siamo abituati, poiché una riduzione dell’apporto calorico la sera prima dell’effettuazione delle analisi del sangue potrebbe alterare alcuni parametri causando una diminuzione del volume plasmatico, cioè di quella parte liquida del sangue intorno al 30% e un aumento della creatinina plasmatica. Anche un eccesso di cibo e di nutrienti particolari (eccesso di grassi o di carboidrati) potrebbe portare a dei valori alterati artificiosamente.

Evitare anche caffè e/o the in quanto, questi due liquidi, possono stimolare la secrezione di ormoni che regolano l’attività enzimatica della lipasi, causando un aumento di trigliceridi nel sangue.  Anche l’esercizio fisico intenso e prolungato è bene che venga evitato almeno il giorno prima del prelievo di sangue, specialmente nel caso in cui si voglia analizzare la concentrazione dell’enzima muscolare creatina chinasi (CK) il cui valore risulterebbe aumentato di circa il 40%. Infine, se si assumono farmaci, di qualunque tipo (anche antinfiammatori come l’aspirina o il paracetamolo), è bene specificarlo perché potrebbero interferire con il risultato di alcuni esami.

Come vanno letti gli esiti di un esame? Ci sono dei parametri di riferimento?

analisi del sangueInsieme al valore dell’esame del sangue ogni laboratorio di analisi deve indicare un intervallo di normalità, ottenuto da medie sulla popolazione. Ogni laboratorio deve utilizzare dati propri che in linea di massima risultano allineati agli altri ma che possono essere anche leggermente diversi. Gli scostamenti possono dipendere anche dalle metodiche che vengono utilizzate nei rilevamenti. Scostamenti anche piccoli dalla normalità non presentano quasi significato clinico e non devono essere fonte di preoccupazione. Inoltre, bisogna sempre valutare lo scostamento percentuale dell’analisi: se il valore di un esame è 15 e deve essere 5, lo scostamento è del 200% mentre se il valore è 300 e quello normale 200, lo è solo del 50% ma può fare più paura perché in valore assoluto lo scostamento è più elevato. In alcuni casi i parametri non hanno un significato preciso da soli ma vanno integrati con altri parametri, come nel caso del colesterolo totale e quello delle HDL che vanno sempre valutati contemporaneamente per definire l’indice di rischio cardiovascolare.

Emocromo, sideremia e ferritina che informazioni forniscono, quali sono i valori nella norma, la loro alterazione comporta?

Questi tre parametri sono di routine e ci danno informazioni sulla salute del midollo, sulla quantità di ferro circolante e sui depositi di ferro.

 

EMOCROMO:

GLOBULI BIANCHI (WBC)

min. 4000   max 10000

hanno il compito di difendere l’organismo dalle aggressioni di batteri, virus e regolare l’immunità.
La carenza di globuli bianchi porta a frequenti infezioni; aumentano in molte malattie infettive.
GLOBULI ROSSI (RBC)

min. 4,5 milioni   max 6 milioni

Hanno il compito di portare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti dell’organismo e l’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni.
La carenza di globuli rossi porta ad anemie, l’eccesso a problemi circolatori.
EMOGLOBINA (HGB)

min. 13   max 17,5 gr/decil.

Presente nei globuli rossi, contiene il ferro con cui lega l’ossigeno per trasportarlo dai polmoni ai tessuti.
Diminuisce nelle anemie e di solito aumenta in modo proporzionale all’aumento dei globuli rossi.
EMATOCRITO (HCT)

min. 37%   max 48%

Valore, espresso in percentuale, della porzione di sangue occupata dai globuli rossi.
E’ un indice molto importante nella valutazione di un eventuale stato anemico, poichè in tal caso l’ematocrito risulta diminuito.
PIASTRINE (PLT)

min. 140.000  max 440.000

Hanno il compito di evitare le emorragie favorendo la coagulazione del sangue.
La carenza di piastrine porta ad emorragie, anche spontanee; l’eccesso predispone a trombosi.
SIDEREMIA:

min. 60   max 160 microgr./dl.

 

 

Indica il ferro presente in circolo disponibile per la produzione di emoglobina.
La carenza di ferro può causare anemia; un eccesso può provocare alterazioni ai tessuti (fegato, cuore…)

 

FERRITINA:

min. 5   max 177 nanogr./mil.

Indica il ferro presente nei tessuti di deposito, ossia la riserva in ferro.
La carenza di ferro può causare anemia; un eccesso può provocare alterazioni ai tessuti (fegato, cuore…)

Ringraziamo la dott.ssa Maria Catalioto per la sua collaborazione.

Alberto Visalli

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