Ennesima bufera sull'Università di Messina

messina_universitUn’ennesima bufera giudiziaria si abbatte sull’Università di Messina. La Dia  di Catania ha infatti eseguito ordinanze cautelari nei confronti di sei persone indagate nell’ambito di un’inchiesta sugli  “esami facili”. Secondo gli inquirenti sarebbe esistita un’organizzazione che influenzava le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso e agli esami universitari dell’ateneo messinese.
Ai vertici del gruppo ci sarebbe un calabrese ritenuto legato a esponenti della ‘ndrangheta locale. L’inchiesta , coordinata dalla Dda di Messina, ipotizza, a vario titolo, i reati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio, all’usura e al millantato credito. L’operazione ‘Campus’ , così come è stata denominata, riguarda  anche un ex consigliere provinciale, Santo ‘Dino’ Galati Rando, e un docente di Statistica e matematica al dipartimento di Scienze economiche,  Marcello Caratozzolo, tra i destinatari di provvedimenti restrittivi. La Dia di Catania ha eseguito, nei loro confronti, un’ordinanza agli arresti domiciliari. Le indagini sono cominciate nel luglio 2012 in vista degli esami di ammissione alle varie facoltà previsti per il successivo settembre, e – dicono gli inquirenti –  hanno consentito di individuare un’organizzazione criminale all’ombra della ‘ndrangheta: al vertice vi era Domenico Montagnese. Attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali, e pedinamenti, appostamenti e riprese filmate, la Dia ha documentato in diretta incontri e pagamenti. L’organizzazione criminale che agiva col metodo mafioso, spiegano gli investigatori, ha anche effettuato tentativi di estorsione a orafi residenti al Nord Italia, e faceva prestiti usurai a tassi mensili del 50% dell’importo delprestito concesso. Il sistema di “favori” e “intercessioni” presso l’Università di Messina emerso dalle indagini andava dal diffuso malcostume della raccomandazione all’efficace e grave interferenza sulle commissioni d’esame tanto da alterare risultati dei test di accesso alle Facoltà a numero chiuso e condizionare pesantemente alcune commissioni esaminatrici per le abilitazioni professionali come quelle per la professione di dottore commercialista.

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