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“Anomalie procedurali e mancato rispetto della dignità professionale”. La dura nota degli architetti sul Porto

“Anomalie procedurali ed organizzative che, oltre a causare ritardi alla realizzazione dell’opera (conseguimento della piena funzionalità e fruibilità entro il 31/12/2020) ed a porre in serio rischio il finanziamento ledono la dignità dei professionisti che con i soggetti partecipanti alla gara hanno presentato offerta con legittime aspettative di lavoro”.
E’ durissima la nota (leggi qui) inviata dal’ordine degli architetti di Messina al Rup Basilio Ridolfo, al Dipartimento regionale tecnico dell’assessorato infrastrutture ed al Genio Civile di Messina, sullo stato di empasse legato all’affidamento dell’incarico di direzione lavori e coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.
giovanni lazzari“I responsabili del ritardo sin qui accumulato e dell’assurdo stato di empasse attuale sono sia la stazione appaltante che gli organi regionali coinvolti – scrivono il presidente Giovanni Lazzari (nella foto) ed il coordinatore dei Lavori pubblici Filippo D’Arrigo -. In merito alla mancata indicazione del competente coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, ciò appare causato da sottovalutazioni delle problematiche connesse o da generiche superficialità. In un caso o nell’altro si ritiene che occorreva effettuare tempestivamente le opportune verifiche e in caso di esito negativo informare di ciò l’Amministrazione Comunale onde procedere con l’affidamento esterno dell’ufficio di direzione lavori. L’amministrazione comunale – sottolinea il presidente degli architetti messinesi – invece di sollecitare il Dirigente regionale per avere una risposta conclusiva sulla capacità di poter costituire l’ufficio di direzione lavori nella sua interezza, in una evidente situazione di sistema pubblico con carenza di comunicatività, decide autonomamente di seguire una terza via: quella di selezionare mediante gara pubblica un direttore dei lavori e coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione esterno, onde costituire un ufficio di direzione lavori misto, con direttori operativi e ispettori di cantiere dipendenti pubblici. Tale forma di ufficio di direzione lavori, anche se non vietata dalla normativa, è chiaramente residuale a casi particolari ove ricorrono obiettive esigenze. Ma in tali casi non possono rientrare i limiti organizzativi o di mancanza o addirittura di volontaria indisponibilità ad assumere l’incarico di direttore operativo / coordinatore per la sicurezza”.
La nota si conclude quindi con l’invito a “porre in essere una collaborazione doverosamente costruttiva e ad adoperarsi, stante la situazione, per la ripresa della procedura di gara sospesa, e comunque per giungere il più rapidamente possibile, nel rispetto delle norme vigenti, alla costituzione dell’ufficio di direzione lavori”.

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