Investire in Tunisia.

Uno dei principali motivi perché conviene investire in Tunisia è il regime legislativo che favorisce gli investimenti .

Nel 2017 è, di fatti entrato in vigore il nuovo codice degli investimenti(il“Nuovo Codice”)che, con i relativi decreti attuativi per gli incentivi, i settori liberalizzati, i tempi di concessione delle autorizzazioni, e l’istituzione dei nuovi organismi di supporto e accompagnato dell’investitore, vuole essere une misura per sostenere gli investimenti esteri nel paese.

Grazie al nuovo Codice le innovazioni principali sono state:

-snellimento del numero degli articoli, passati da 75 a25;

-riduzione del numero dei decreti d’applicazione, passati da 33 a 3, di attuazione immediata;

-introduce garanzie dirette a proteggere la proprieta intellettuale;

-introduzione di due nuovi sistemi di regolamentazione dei conteziosi ( quali,la conciliazione e arbitraggio);

-creazione di un ente di riferimento: l’istanza Tunisina dell’investimento (si tratta di un interlocutore unico che e teso a fornire pareri tempestivi su tutte le procedure e la massima tacciabilità dello stato di avanzamento dei progetti).

Per quanto riguarda gli incentivi fiscali all’esportazione e alle offshore, ecco le principali novità introdotte dal nuovo codice:

-esenzione fiscale fino a 10 anni per alcuni tipi di investimenti;

-imposta fiscale del 10% per l’export;

-assunzione di competenze estere fino al 30% di quadri in 3 anni;

-incentivi finanziari fino ad 1/3 del costo del progetto;

-esenzione contributi sociali e padronali per alcuni tipi di investimenti fino a 10 anni.

Il Nuovo Codice si propone di aumentare l’attrattivita economica della Tunisia rimuovendo gli ostacoli amministrativi per gli investitori, semplificando le procedure, accelerando i tempi dell’ investimento, creando velocemente posti di lavoro e gettando le basi per una maggiore coesione sociale. L’altro obiettivo perseguito e quello di facilitare l’accesso al mercato e creare concorrenza così da favorire una riduzione dei prezzi.

Tra le misure piu interessanti del Nuovo Codice spicca la possibilità per l’investitore di trasferire all’estero i propri capitali in valuta estera nel rispetto delle procedure di autorizzazione della Banca Centrale di Tunisia(“BCT”).

Incentivi e premi di investimento sono poi previsti per la realizzazione di progetti che creano valore aggiunto, occupazione, sviluppo regionale e sostenibile. I progetti di interesse nazionale (per dimensioni dell’investimento o numero di nuovi posti di lavoro) godranno infine di deduzioni fiscali per 10 anni con un premio pari a un terzo dei costi dell investimento.

Il mercato tunisino

La Tunisia presenta, da sempre, caratteristiche ideali per gli investitori italiani, grazie alla vicinanza geografica con l’Italia, una normativa favorevole agli investimenti e i costi di produzione che sono piuttosto competitivi rispetto agli altri Paesi dell’area mediterranea. Non meno importanti sono i rapporti con l’ Europa, idonei a facilitare lo scambio commerciale, gli investimenti e la delocalizzazione.

Il mercato con l’unione Europea

Fra l Unione europea e la Tunisia e in vigore un Accordo di libero scambio  per i prodotti industriali.

Tuttavia, esistono ancora dei settori merceologici cui la Tunisia impone delle barriere(non tariffarie). Per questo , è stato firmato un accordo piu completo con l’Ue, l’ ALECA, per un ulteriore integrazione delle due economie attraverso un armonizzazione della normativa tunisina all’Ue, la graduale rimozione di tutti gli ostacoli paratariffari e l’apertura dei servizi.

La Tunisia è, per l Italia, un ponte sul Mediterraneo e una piattaforma per le imprese italiane impegnate e interessate a penetrare nuovi mercati limitrofi, quali quelli maghrebini e quelli subsahariani.

L’ Italia e il secondo partner commerciale della Tunisia.

La presenza delle aziende italiane in Tunisia è forte, ben radicata, solida e dinamica, annoverando circa 800 società che creano circa 63.000 posti di lavoro diretti. Esse rappresentano quasi un terzo di tutte le imprese a partecipazione straniera.

 

 Facile approcio ai mercati contigui

La tunisia costituisce una potenziale ”piattaforma” per l’approcio ai mercati contigui, grazie agli accordi bilaterali e multilaterali esistenti con i Paesi dell UMA(Unione Maghreb Arabo).

 

L’ accordo fi Agadir, in particolare, stipulato tra Tunisia, Marocco, Egitto e Giordania, prevede la libera circolazione di beni industriali tra i quattro Paesi firmatari a partire dal 1 gennaio 2005. Tuttavia, tale integrazione regionale, pienamente operativa dal punto  di vista giuridico-internazionale, stenta, nei fatti, a tradursi in flussi significativi di scambi.

Inoltre, la Tunisia è membro del COMESA(Comitato economico dell’africa orientale ed australe)e del CEDEAO(Comitato economico dell’Africa occidentale), aprendosi cosi ad un potenziale bacino di oltre700 milioni di consumatori, ed ha aderito alla zona di libero scambio africana-ZLEC, il cui scopo e di incrementare del 52% gli scambi intercontinentali (28miliardi di euro) entro il 2022, cosi da diminuire la dipendenza dalle importazioni extra-africane.

 Parchi industriali e zone franche

Nel Paese sono presenti due parchi industriali a Biserta e Zarzis-Djerba, istituiti con legge,92/1981. Offerto un pacchetto di servizi amministrativi e commerciali vantaggioso, interamente amministrativo dall’ Autorita di gestione della zona.

Gli investimenti nei PAE (Parchi Attivita Economiche) possono essere realizzati da persone fisiche e giuridiche, residenti e non, sia nel settore industriale, commerciale e dei servizi orientati totalmente all’esportazione.

Le due zone franche del Paese, a sud di Zarzis e nella zona a nord-est di Biserta sono regolate dalla leggen.120/93 e sono nate con la prospettiva di accogliere, nell’arco di 20 anni, oltre1.500 imprese, creare11.000 posti di lavoro e attrarre investimenti esteri.

ZONA FRANCA IN TUNISIA: AVVIATO IL PROGETTO DI BEN GUERDANE

I Ministri delle Infrastrutture e del Commercio hanno annunciato l’avvio del « Progetto di realizzazione della Zona franca per le attività commerciali e logistiche a Ben Guerdane ». Il piano di sviluppo urbano dell’area interessata era stato già approvato dal Consiglio Comunale lo  scorso mese. Il progetto da 32,7 milioni di dinari (MD) prevede due anni di lavori, che interesseranno inizialmente un’area di 60 ettari, su un totale di 150 ,e garantiranno ben 2000 posti di lavoro. L’obiettivo della Zona franca di Ben Guerdane è rafforzare la filiera della logistica e del commercio nella regione e di integrare il commercio parallelo con quello organizzato. L’area interessata è in prevalenza (al 70%) sotto controllo doganale e destinata a società commerciali internazionali. All’interno della zona sono previsti: servizi logistici e per favorire gli scambi nonchè la creazione  di una piattaforma commerciale secondo  standard internazionali, che garantirà  vantaggi in termini di tempi e di costi alle imprese. Questa opera contribuirà a rendere la Tunisia maggiormente competitiva a livello mondiale con notevoli benefici economici su tutto il territorio e far diventare la Zona franca di Ben Guerdaneuna « Porta per l’Africa ».

I poli industriali

Il Paese e inoltre, dotato di 7 poli tecnologici:

-parco di El-Ghazala (Tunisi Nord-Est),specializzato nel settore della Information&Communication Technology (al momento, il piu grande e meglio funzionante);

-Ecopark di Borj Cedria (Sud-EST di Tunisi) creato nel 2008 e specializzato in energie rinnovabili e ambiente;

-Polo Tecnologico di Sfax (300 km a Sud-Est di Tunisi), nato nel 2007 per rafforzare il settore dell’informatica e multimedia;

-Parco tecnologico di Sidi Thabet (Tunisi Nord-Est) nato nel 2002 e specializzato nelle biotecnologie e bioagricoltura;

-Polo Tecnologico di Sousse (150km a Sud-Est di Tunisi) creato nel 2003,opera nei comparti della microelettronica delle nanotecnologie;

-MFC Pole, Parco Tecnologico Monastir el Fejja (155km a Sud-Est di Tunisi) creato nel 2006 efocalizzato sui servizi e le tecnologie del tessile;

-Polo di Competitivita di Bizerta (60km a Nord-Est di Tunisi), creato nel 2006 e operante in attivita di ricerca, sviluppo, formazione e produzione per il settore agro-alimentare e agro-industria ed i suoi comparti.

 

La Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Indusrtia(“CTICI”)

Presente in Tunisia dal 1984, la Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Indusrtia(“CTICI”) è un’associazione di diritto tunisino senza scopo di lucro. Riconosciuta dal Governo Italiano e Tunisino, essa ragruppa le imprese italiane, tunisine e miste.

La CTICI fa parte di Assocamerestero-Associazione delle Camere di Commercio italiane all estero(www.assocamerestero.it), di Unionecamer-Unione nazionale delle Camere di Commercio Italiane(http://www.unioncamere.gov.it/)  di Ascame-Associazione delle camere di commercio e industria del Mediterraneo(www..ascame.org).

I Contatti della CTICI

Indirizzo:

8 Rue Ibn Khaldoun, El Menzah4; Telefono(+216)71239123/fax:71235428;

E-mail:info@ctici.org.tn

Sito:www.ctici.org.tn;

Contatti social:https://www.facebook.com/CTICI/

Situata nel cuore della capitale tunisina, la CTICI rappresenta il punto di riferimento per tutte le imprese che desiderino promuovere la propria attività ed implementare la propria rete di contatti. Forte di un esperienza di oltre 30 anni, la CTICI assiste e guida le imprese alla ricerca di partenariati e occasioni di business in Tunisia e in Italia.

La CTICI offre competenza e professionalita a servizio di tutte le imprese.

Orientata allo sviluppo e alla competitivita delle imprese, la CTICI si impegna verso i propri  soci ad informare, unire, innovare garantendo loro qualita e specializzazione dei propri servizi.

Grazie ai consolidati rapporti che la CTICI ha coltivato con le Istituzioni italiane, con il network delle Camere di Commercio italiane ed il circuito delle 76 Camere di Commercio italiane all’ estero, gli investitori tunisini possono contare su  un approfondita conoscenza dell imprenditoria italiana e del Sistema Italia.

La CTICI gioca un ruolo attivo  nella ricerca di potenziali  partener, nell organizzazione di incontri business to business(B2B) e di “missioni commerciali”(outgoing and incoming) individuali o collettive, analisi settoriali, assistenza fieristica, organizzazione di workshop,seminari ed eventi quali lanci di nuovi brand e campagne promozionali.

 

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