Politica

Pubblicato il: 5, maggio 2015

Proprio alla vigilia dell’udienza prevista per il 6 Maggio al Cga di Palermo sul ricorso presentato da Rita Fachile contro la sentenza del Tar che ha disposto la sua sostituzione con Enrico Natale, spunta un ennesimo capitolo della vicenda giudiziaria amministrativa legata all’attribuzione del seggio conteso che fu dell’incandidabile Marco Donato Lemma. C’è infatti un nuovo pretendente a quel posto in consiglio, si tratta di Salvatore Zingales Alì, anch’egli candidato nella lista del Pd alle elezioni del Giugno 2013 e giunto al termine della competizione per una manciata di voti alle spalle della stessa Rita Fachile. Un ricorso che tra l’altro, anche se non risulta ancora nessuna formalizzazione in tal senso, dovrebbe essere “neutralizzato” dalla fuoriuscita del consigliere Maria Carmela Trovato, che ha notificato la proprie dimissioni, chiamata in giunta proprio per lasciar spazio al “ripescaggio”  in consiglio, in quel posto che aveva occupato per un anno, della stessa Fachile. Stando così le cose quest’ultima dovrebbe dunque rinunciare al ricorso. Nel frattempo, come detto, ecco venir fuori l’atto di costituzione di Salvatore Zingales Alì che ha scritto al sindaco, al segretario comunale ed al presidente del consiglio comunale, chiedendo di fermare tutto e “non porre in essere alcun atto che possa ledere il legittimo interesse ed il diritto a sedere in consiglio comunale”.
zingalesZingales ha quindi preannunciato opposizione alla sentenza del Tar che ha consentito la proclamazione di Natale per difetto di notifica nei propri confronti, riconoscendosi come controparte interessata. Nel merito del giudizio pendente al Cga  lo stesso Zingales eccepisce quindi che i voti singoli riportati da Donato e quindi sottratti determinerebbero uno scivolamento non a beneficio di Natale bensì della Fachile, prima dei non eletti, ragion per cui lo stesso Zingales diverrebbe oggi titolato a surrogare la dimissionaria Trovato. Nel caso opposto, sostiene ancora Zingales, a prescindere dall’esito del ricorso, il seggio in consiglio sarebbe il suo in virtù della necessitò di annullare anche i voti ottenuti da Donato in combinazione con la stessa Fachile (in virtù della doppia preferenza di genere). “Sottraendo ai voti riportati dalla Fachile quelli ottenuti insieme a Donato – scrive Zingales – la stessa Fachile non risulterebbe più la prima dei non eletti, ma tale posto spetterebbe allo scrivente”.
Insomma, per sintetizzare, una vera e propria matassa, sempre più ingarbugliata. Alla luce di ciò, il consiglio comunale, che si riunirà non appena gli uffici competenti avranno ratificato le dimissioni della Trovato e redatto la relativa proposta di surroga, potrebbe anche decidere di congelare il tutto in attesa di chiarimenti autorevoli.

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