Politica

Pubblicato il: 11, settembre 2013

Sembra quasi paradossale assistere a certe “scenette” in cui i “soliti noti” giungono da Palazzo d’Orleans a recitare l’amato ruolo di Salvatori della patria proponendo, dopo mesi d’oblio e silenzio,  i soliti “conigli dal cilindro”, proprio in un momento politicamente drammatico nel quale ad essere messa in discussione, anzi, ad essere giunta all’atto conclusivo non è la sopravvivenza di un semplice tribunale, di un ufficio o di un’aula udienze qua piuttosto che là,  bensì è la salvaguardia stessa del diritto alla giustizia e l’esercizio dell’azione giudiziaria da parte dello Stato italiano nei territori di periferia. Scenette a parte, a far rumore oggi è stata la rabbia degli avvocati, degli operatori del settore della giustizia e dei cittadini, quelli di Mistretta, Nicosia e paesi limitrofi, che hanno protestato fortemente tanto da bloccare la linea ferroviaria per l’intera mattinata, domani sarà la volta di quelli di Sant’Agata Militello, che sfileranno in corteo da Piazza Crispi a via Cosenz. Ma proprio mentre strade e piazze d’Italia, non solo della Provincia di Messina e dei Nebrodi, raccoglievano il grido di protesta, forse tardivo, di migliaia di persone contro la soppressione dei Tribunali e delle sedi distaccate sul territorio nazionale, negli stessi frangenti nell’aula  romana di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, il ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri riproponeva per l’ennesima volta la ferrea volontà del governo di procedere con la fase applicativa della riforma. “Senatori – ha detto il ministro nel suo intervento di cui a margine vi proponiamo una copia testuale integrale –  avverto il dovere istituzionale di rappresentarvi l’oggettiva impossibilità di fermare, oggi, la riforma. La macchina amministrativa è ormai da tempo avviata , la quasi totalità dei traslochi è già stata eseguita; si sono adeguati i sistemi informatici, trasferiti buona parte dei lavoratori interessati, affrontando le spese necessarie…E’  doveroso che si sappia che tali uffici sono ormai privi di molti magistrati trasferiti ad altra sede, che le nuove udienze sono già pronte per la trattazione nelle sedi accorpanti e che un rinvio– anche di breve durata – produrrebbe con assoluta certezza il caos”. La riforma dunque non si tocca, chi pensa ad una proroga in blocco dell’entrata in vigore della nuova geografia delle sedi giudiziarie italiane è completamente fuori strada. Nonostante tutto, però, nonostante la strenua difesa del ministro di questa riforma, frutto di un lungo iter,  iniziato nel lontano luglio del 2011, con il Ministro Palma ed il Governo Berlusconi, che vararono la delega e  proseguito nel settembre del 2012 con il Ministro Severino ed il Governo Monti, che quella delega attuarono con i decreti legislativi 155 e 156, c’è chi riesce a vedere ancora una piccola speranza di salvare qualcuna delle sedi giudiziarie periferiche. Quello spiraglio è dato da quelli che il ministro Cancellieri stessa chiama “interventi correttivi”. “Siamo, dunque, tutti insieme chiamati ad affrontare l’avvio della riforma con spirito costruttivo e lealtà istituzionale, procedendo in corso d’opera al monitoraggio della situazione, per valutare nel prossimo futuro l’eventuale necessità di interventi correttivi entro i termini previsti dalla delega. “…Abbiamo già predisposto – ha detto ancora il ministro Cancellieri al Senato –  nelle sue linee essenziali, un primo intervento correttivo, con alcune norme organizzative e processuali che renderanno ancor più fluida la fase di avvio della riforma, mentre adotteremo subito dopo anche un secondo decreto correttivo, per apportare alcune modifiche dell’assetto territoriale dei nuovi tribunali, così recependo alcune delle segnalazioni provenienti sia da quest’aula che dai territori”. Ed è proprio a quest’ultimo passaggio che Mistretta, Sant’Agata ed altri territori spogliati dei propri tribunali e delle proprie sedi giudiziarie provano ad aggrapparsi, forse senza neanche troppa convinzione, ancora una volta. Intanto oggi i manifestanti dei comitati di Mistretta e Nicosia hanno strappato la promessa di un incontro domani a Roma con Luigi Birritteri, capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria.

Pdf intervento ministro Cancellieri

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