Cronaca

Pubblicato il: 7, luglio 2015

Nel pomeriggio di oggi, si è svolta presso il tribunale di Patti l’udienza di convalida del fermo d’indiziato di delitto operato dai Carabinieri di Santo Stefano di Camastra ai danni di Ignazio Mancuso, 59anni,  allevatore di San Fratello. Nel udienza avvenuta davanti al Gip, Dott. Molina, non solo si è convalidato il fermo ed applicata la misura cautelare dell’arresto in carcere, ma anche si è ricostruita l’azione dell’uomo – indagato per tentato omicidio e di porto d’arma clandestina – il quale – è stato deciso rimarrà in carcere – dove è stato condotto dopo che si era consegnato ieri in seguito alle pressanti  ricerche, a far data dal 02.07.2015, per i tre colpi d’arma esplosi all’indirizzo di due persone fra cui il fratello.
MANCUSO IGNAZIONella mattinata di ieri, s’ è presentato,  presso il Comando Stazione di San Fratello ( ME), l’uomo  accompagnato dal proprio difensore di fiducia Avvocato Alessandro Pruiti.  La presentazione del MANCUSO presso la Stazione Carabinieri di San Fratello trova fondamento nei fatti accaduti in mattinata del  02.07.2015, quando,  un sessantrenne di San Fratello e un ventitreennedenunciavano al Comando Stazione di essere stati fatti bersaglio di tre colpi di arma da fuoco ad opera di Ignazio Mancuso (fratello dell’aggredito). I carabinieri della Stazione,  acquisita la notizia criminis,  avviavano le prime indagini da cui si poteva ricostruire che, verso le ore 12,00 di quel giorno,  nella località boschiva di San Fratello denominata “Passo dei Tre”,  il reo aveva esploso utilizzando una doppietta, all’indirizzo di suddetti ragazzo e del sessantatrenne tre colpi di fucile. Il movente era futile: nell’intento di impedirgli di liberare due cavalli in un’area recintata di comproprietà dei fratelli (tale proprietà era un tempo gestita dai genitori ora deceduti e rispetto ad essa erano nati dissapori che non consentivano di ripartire il lascito ereditario fra i fratelli). In quell’occasione, ignazio Mancuso dopo aver minacciato di morte i denuncianti era passato alle vie di fatto. E così, imbracciato il fucile che  deteneva  illegalmente (agli atti non v’è traccia di alcuna denuncia di detenzione armi e munizione a suo nome), una doppietta, caricata a pallettoni, esplodeva tre colpi. Il primo all’indirizzo del ragazzo ed i restanti due all’indirizzo del fratello Giuseppe. I carabinieri ricostruivano che, mentre l’uomo si trovava all’interno del casolare, notava arrivare i due a bordo di un fuoristrada Toyota a cui era agganciato un carrello che trasportava due cavalli. Arrestata l’auto nella strada prospicente il terreno in uso alla famiglia Mancuso, i due si limitavano a restare all’esterno del recinto ed avviavano le operazioni preliminari alle loro attività.
Foto ricerche san fratelloNello specifico, mentre il giovane faceva scendere i cavalli dal carrello, Giuseppe Mancuso cominciava le operazioni di sganciamento del carrello dalla jeep. Il tutto avveniva fra le minacce di morte di Ignazio Mancuso che, rimanendo all’interno della proprietà, intimava – a pena di morte -loro di non fare entrare i cavalli nel terreno. Tra i due fratelli i rapporti erano già deteriorati da anni ed il motivo era legato proprio al lascito ereditario del fondo agricolo in cui si sono verificati i fatti. Nel mentre l’uomo Ignazio intimava ai due di non fare accesso all’interno della proprietà, questi ultimi continuavano nella loro compiti senza dare peso a quelle minacce. Ad un tratto l’allevaotre, recuperato un sacco bianco dal casolare, usciva e dopo aver ricomposto un fucile tipo doppietta, esplodeva tre colpi:

–          Il primo all’indirizzo del ragazzo che si trovava ancora sulla stradina posta al di sopra dell’area recintata (costituita: dal casolare e dal vasto terreno di proprietà dei Mancuso).

–          Il secondo – in successione – indirizzato al fratello che, invece, era nella stessa strada, in alto, ma più a  sinistra ( rispetto la prospettiva del fratello Ignazio).

–          Il terzo, sempre indirizzato al fratello ed esploso quando il germano, resosi conto che era scappato con l’auto verso la parte della strada che era senza sbocco,  decideva, per salvarsi e non restare intrappolato là,  di tornare indietro, e perciò, gli passa nuovamente  davanti.

Per questo da subito i carabinieri si rendevano conto della pericolosità dell’uomo che utilizzava, nel compiere la sua azione, un arma non denunciata.   Ma all’arrivo dei carabinieri Ignazio MANCUSO aveva già lasciato i luoghi rendendosi irreperibile. Sul posto aveva lascito il proprio telefono cellulare (verosimilmente per non essere intercettato e localizzato) nonché la sua autovettura a lui in uso, una Mercedes ML verde.  Una successiva perquisizione domiciliare e veicolare non consentiva di rinvenire, né il munizionamento, né l’arma utilizzata per l’agguato che l’uomo, presumibilmente, aveva condotto con sé. casolare san fratello boscoEssendo l’area adiacente ad una vasta zona boschiva costituente il parco dei Nebrodi s’effettuavano mirati servizi volti al suo rintraccio  ritenendo che lo stesso – non essendo reperibile nell’abitazione e nel casolare di Passo dei Tre – là potesse trovare rifugio. Da Giovedì  fino alla serata di Domenica i militari dell’arma stefanese  hanno avviato diversi  servizi tesi al rintraccio del reo che, oltre ad interessare l’abitazione, il casolare, hanno interessato diverse zone boschive di San Fratello: Passo dei Tre, Contrada Piano Volpe, Contrada Cerasa, Piano del Vescovo e Artiazzi. Le attività, che hanno visto impegnati carabinieri del NOR di Santo Stefano e della stazione di San Fratello, sono state svolte facendo ricorso all’ausilio di tre unità cinofile ed al servizio aereo del Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia. In particolare, oltre alle immediate e dirette ricerche nei boschi, avviate giorno 02, il giorno 03, infatti, facendo ricorso alle unità cinofile, personale del NORM e della Stazione, verificava nuovamente il primo casolare in località Tre Punte e la zona Piano Volpe con esito negativo.

Anche giorno 04, le attività – condotte facendo diversi sorvoli con l’elicottero  in area – si orientavano sempre nella stessa località Tre Punte ed in una zona boschiva sottostante al km 29 della SS 289 denominata  Piano Vescovo, Artiazze che, poi, diventa località Cerasa. Questa zona era veniva battuta anche il giorno successivo, quando, nella parte di bosco compresa fra piano Vescovo e Artiazze, il personale impegnato, ha contezza della presenza dei due figli del fuggitivo. Ad Artizze, Agro del comune di San Fratello, proprio all’inizio della zona boschiva adiacente ad un  casolare denominato Mollica, si erano concentrate le ultime e più assidue ricerche. Là carabinieri sono convinti che, per poco, l’uomo gli fosse sfuggito. Mentre si stavano organizzando nuove e più importanti azioni di ricerca, Ignazio Mancuso si costituiva consegnando l’arma usata per la sua azione: un vecchio fucile a doppietta con matricola abrasa con ancora due colpi in canna. I carabinieri  lo conducevano presso la casa circondariale di Messina da cui veniva tradotto oggi per essere presente all’udienza di convalida.

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