Politica

Pubblicato il: 3, giugno 2015

Da tempo sulla questione della riorganizzazione della struttura comunale e sui provvedimenti “contra personam” operati dal sindaco (ormai famigerati e conosciuti ad ogni latitudine amministrativa siciliana)  c’è qualcosa di grosso che bolle in pentola. Sottile, come scrivevamo a Marzo (leggi) , ha sempre eluso l’argomento in consiglio comunale credendo di essersela cavata. Ancora oggi, chissà, che il meglio non debba ancora venire. Ciò che è certo e riscontrabile è che proprio sull’operato di Sottile in merito al personale, diversi organismi superiori ci hanno già “messo le mani” da un po’, a cominciare dalla Prefettura di Messina, che ha chiesto relazioni (ufficiali e/o riservate), sullo stato dei fatti e sulle modalità di gestione della struttura.
sottileribaudoEd è proprio su questa corrispondenza così intensa tra comune e prefettura che il mistero va ad infittirsi, in particolare sulle ragioni per le quali il dottor Roberto Ribaudo, segretario generale, abbia negato l’accesso agli atti al presidente del consiglio comunale, nell’espletamento delle sue funzioni. Lo sapremo presto, a quanto pare. Il presidente Scurria, infatti, ha piazzato una doppia stoccata, proponendo ricorso al Tar di Catania per il mancato accesso agli atti e denunciando lo stesso segretario alla Procura per la verifica di eventuali profili di rilevanza penale. “La condotta del segretario comunale si configura come gravemente lesiva delle funzioni riconosciute dalla Legge al consigliere comunale nonché tesa ad impedire il legittimo diritto all’esercizio del mandato elettivo dello stesso”,  recita il ricorso proposto da Scurria.
scurria antonioRibaudo ha posto il proprio veto al rilascio degli atti chiesti dal presidente del consiglio che a Marzo aveva scritto al Prefetto di Messina in ordine a problematiche emerse sulla gestione del personale. In quell’occasione Scurria aveva palesato al Prefetto preoccupazioni per l’eccessivo stato di tensione tra il personale dell’ente e per alcune situazioni di conflittualità che potrebbero pregiudicare il normale funzionamento degli uffici. Proprio a seguito di quella nota, corredata dagli atti firmati da Sottile e da segnalazioni di dipendenti, la Prefettura ha chiesto al segretario comunale ed allo stesso Sottile di relazionare in merito. Così, mentre il civico consesso aveva intanto approvato un’apposita mozione, Scurria chiese conto di quegli atti. Il “Niet” di Ribaudo fu motivato con il fatto che “a tutt’oggi non è stato dato riscontro alla Prefettura”.  Per Scurria però tale motivazione è irrilevante ed illegittima, tant’è che a supporto del ricorso l’avvocato Daniela Scurria riporta numerose sentenze ed articoli di leggi e normative degli enti locali, che sanciscono il diritto innegabile del consigliere ad ottenere dall’ente tutte le informazioni utili all’espletamento delle funzioni, senza incappare tra l’altro in alcun vincolo di eventuale riservatezza degli atti richiesti,  poiché il  consigliere è vincolato al segreto d’ufficio. Scurria chiede quindi che il Tar di Catania garantisca il regolare esercizio del mandato elettorale ordinando al comune di Sant’Agata l’esibizione dei documenti richiesti. Intanto spunta fuori anche la notizia della denuncia presentata da una dipendente del Comune nei confronti proprio del segretario comunale e del vice,  in merito alla valutazione delle performance dei dirigenti. La procura, a quanto pare, avrebbe già conferito l’incarico alla giudiziaria per i relativi riscontri.

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