Attualità

Pubblicato il: 6, febbraio 2018

Che fine ha fatto il raddoppio ferroviario Messina – Palermo? L’interrogativo è degli studenti dell’Itet Tomasi di Lampedusa di Sant’Agata Militello, impegnati nel progetto “A scuola di open coesione – Sui binari della trasparenza!”. Un viaggio che nell’aula magna dell’istituto ha vissuto una tappa fondamentale: una tavola rotonda alla quale hanno preso parte l’assessore regionale alle autonomie locali, Bernadette Grasso; il segretario regionale della Uil Mobilità, Michele Barresi; il senatore Bruno Mancuso; il sindaco di Sant’Agata, Carmelo Sottile, e il suo vice, Nino Testa, accompagnati dal tecnico comunale Antonino Naso; il primo cittadino di Tusa, Angelo Tudisca; l’assessore al turismo di Caronia, Giuseppa Camano.
Dopo il saluto della dirigente scolastica, Antonietta Emanuele, gli studenti di quinta A turistica e quarta Sistemi informativi aziendali Samuel Parrino, Cristina Marotta, Antonella Allegra, Alessia Conti, Giorgia Zingales, Salvatore Arcodia, Margherita Iannì e Francesco Barbara, guidati dalle professoresse Carolina Gaglione e Rossana Saladino, hanno introdotto il dibattito. Presentando i risultati dell’indagine sin qui svolta attraverso la consultazione di open data e atti ufficiali. I lavori, appaltati a Rete ferroviaria italiana per 28 milioni di euro dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, fanno registrare, secondo il portale dedicato di Open coesione, un modesto stato di avanzamento e un esborso reale di appena l’8% della somma. Poco più di 2 milioni 100mila euro. Inoltre, per coprire i 224 chilometri di tratta si prevede un’andatura di crociera di non oltre 150 chilometri orari. Poca cosa rispetto alla velocità con la quale si viaggia in nord Italia.
“L’interruzione dei lavori – spiega Grasso, convinta che un’iniziativa del genere sia la riprova di come il Tomasi di Lampedusa offra una formazione completa ai propri allievi – dipende dalla mancata firma del contratto di servizio con Trenitalia. Dopo la sottoscrizione, riprenderanno. L’unico problema, di natura orografica – prosegue l’assessore, che propone di puntare sull’intermodalità – attiene al collegamento Castelbuono – Sant’Agata. Qui, sarà impossibile realizzare il doppio binario. Laddove non si potrà avere l’alta velocità, si deve investire sulle infrastrutture come quella stradale”.
Per Barresi, la politica locale deve decidere di che tipo di trasporto ferroviario intende dotarsi: “Lungo la tratta Messina – Palermo, la più importante della Sicilia, la velocità massima raggiungibile è di 160 orari ma il treno più veloce, il Minuetto, viaggia attualmente a una media di 90 orari, percorrendo l’intero tragitto in tre ore e 50 minuti. Nel resto del Paese, distanze analoghe si colmano in un’ora e un quarto. Al momento – aggiunge – non esiste alcun progetto di raddoppio degli 87 chilometri tra Castelbuono e Patti”. Per il sindacalista, la velocizzazione della linea contribuisce ad avere niente più che una ferrovia dei poveri: “La vera ferrovia è a doppio binario. Bisogna scegliere che futuro si intende dare alla rete ferroviaria siciliana”.
Ci sono pure altri progetti in cantiere, nessuno concernente l’alta velocità: “A breve – fa sapere l’esponente della Uil – sarà ultimato il raddoppio da Palermo a Ogliastrillo, a Cefalù. Successivamente, si arriverà a Castelbuono. Sono in corso lavori per velocizzare la Catania – Siracusa mentre è strategico il raddoppio Giampilieri – Fiumefreddo. Al momento sono arrivati solo 800 milioni del miliardo e 600 milioni stanziati ma c’è già il progetto esecutivo e consentirà un collegamento diretto con l’aeroporto di Catania”.
Il Senatore Mancuso, complimentandosi con la scuola per “essere stata inserita in un progetto così prestigioso”, auspica che Messina possa essere “piattaforma del Mediterraneo”, ritenendo “imprescindibili il Ponte e l’alta capacità ferroviaria”. Tudisca invoca un impegno in prima persona da parte di tutti. “Non dobbiamo permettere – chiosa Camano – che queste belle menti vadano via, cominciando ad assicurare loro dei validi collegamenti ferroviari per frequentare le università locali”.

 

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