Politica

Pubblicato il: 25, luglio 2014

 Un autentico CASINO. Il termine potrà sembrare certo poco elegante (ce ne scusiamo), ma oggettivamente rende perfettamente l’idea di quello che sta succedendo attorno all’appalto per il completamento del Porto di Sant’Agata Militello. Dei propositi dell’amministrazione comunale di rescindere il contratto con la Cogip, imputando alla ditta gravi inadempienze, già sapevamo, così come abbiamo già raccontato della risposta perentoria della stessa impresa di Tremestieri Etneo, che, sollecitando un incontro urgente per rimuovere qualunque problema, ha accusato l’amministrazione di scarsa trasparenza e di non aver dato riscontro agli atti inviati al comune da Settembre 2013 a oggi. Quello che invece non sapevamo e che viene fuori adesso come un incredibile colpo di scena, degno delle migliori “soap opera”, è che un’altra ditta in questi mesi ha rivendicato la titolarità dell’appalto del porto, l’impresa Ricciardello Costruzioni srl. Si scopre infatti che la ditta, con sede legale a Naso, già in data 20 Marzo 2014 (Leggi Nota 20/3/14) aveva scritto al sindaco di Sant’Agata Militello ed al curatore fallimentare della Si.Gen.Co, originaria vincitrice dell’appalto, manifestando l’interesse per l’esecuzione dei lavori per il porto santagatese, reiterando poi la manifestazione d’interesse con una seconda lettera del 14 Luglio 2014 (Leggi nota 14/7/14).L’interesse della Ricciardello srl scaturisce dal fatto di aver rilevato, con atto del 30 Luglio 2013, il ramo d’azienda della Si.Gen.Co, costituito da commesse pubbliche, mezzi, personale, attrezzature, contratti e qualificazioni, per la realizzazione di opere marittime e lavori di dragaggio. Un trasferimento che ha prodotto i suoi effetti per gli interventi a Malfa, nelle Eolie, ma non per quelli previsti a Sant’Agata, già ceduti alla Cogip. Una cessione però che, secondo Ricciardello, sarebbe nulla, poiché violerebbe nello specifico l’art 118 comma 1 del codice degli appalti. L’impresa di Naso ha esposto le proprie ragioni costituendosi nel giudizio pendente al Tribunale di Catania, sollevato dal ricorso della Condotte d’Acqua, giunta seconda nell’appalto santagatese. Ricapitolando, dunque, Ricciardello sostiene che qualora il tribunale disponesse la nullità della cessione tra Si.Gen.Co e Cogip i lavori a Sant’Agata non già sarebbero assegnati all’impresa romana bensì le spetterebbero in automatico, in quanto quel contratto tornerebbe in capo alla stessa Si.Gen.Co, di cui ha rilevato lo specifico ramo d’azienda, proponendo una integrazione dell’atto di acquisto. Una roba da far davvero girare la testa!
porto11In questa sede, però, mettendo da parte i complessi passaggi giuridici, ciò che giova sottolineare in particolare è come la Ricciardello Costruzioni avesse già esposto tale situazione al Comune di Sant’Agata Militello con due note, la prima a Marzo 2014, la seconda il 14 Luglio, dopo aver appreso le notizie di stampa sulle vicende legate all’appalto. Venuta a conoscenza delle intenzioni di rescissione del contratto da parte dell’amministrazione con la Cogip, la ditta ha quindi scritto nuovamente proprio un paio di giorni fa, 23 Luglio (Leggi nota 23/7/14), portando a conoscenza stavolta del presidente del consiglio comunale, e in allegato anche a sindaco e Rup, la vicenda, con relative note pregresse, lamentando, al pari di quanto aveva fatto la stessa Cogip, che le note inviate al Comune non avessero mai trovato alcun riscontro da parte dell’amministrazione. Questa volta però il presidente del Cda di Ricciardello Costruzioni srl, geom. Giuseppe Ricciardello, ci va giù pesante, mettendo in guardia l’amministrazione sulle conseguenze di una eventuale rescissione con la Cogip: “Il percorso che intenderebbe intraprendere l’amministrazione è manifestamente illecito ed illegittimo – si legge nella nota – . Se la cessione del ramo d’azienda tra Si.Gen.Co e Cogip è nullo, infatti, il contratto non può essere ceduto, pena nullità, dunque la risoluzione che vorrebbe intentare l’amministrazione andrebbe contro ad una nota imperativa di diritto pubblico”. L’impresa Ricciardello avvisa quindi sul grave rischio erariale: “Il medesimo percorso potrebbe determinare una responsabilità erariale dell’amministrazione nel caso in cui la Cogip spa si opponesse in via risarcitoria alla risoluzione, mentre, la nullità non potrà determinare alcuna responsabilità da parte della committenza”.
porto12Nel frattempo però la Ricciardello srl ricorda che “alle manifestazioni di cui sopra l’amministrazione comunale non ha mai dato alcun riscontro”. Perché ? “Nel rappresentare a Lei – conclude la nota della ditta riferendosi al presidente del consiglio comunale – quale rappresentante della società civile all’interno dell’amministrazione, le suddette informazioni, si ribadisce l’interesse a subentrare nel lavoro in oggetto, una volta dichiarata la nullità del contratto stipulato con la Cogip Infrastrutture ed acquisito il lavoro dalla procedura fallimentare in capo alla Si.Gen.co”.

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