Politica

Pubblicato il: 22, agosto 2014

crocettascilabraNon bastasse il fallimento evidente e certificato, adesso il Piano Giovani regionale, uno dei tanti annunci del governo Crocetta miseramente sfumati, finisce pure al centro di due inchieste, una della Procura della Repubblica di Palermo l’altra di quella della Corte dei Conti regionale. I presupposti, qualora fossero accertati, sarebbero davvero gravissimi. Si parla infatti di affidamenti diretti fatti dal dipartimento regionale al lavoro ed alla formazione, diretto da Anna Corsello, aggirando le procedura di gara ad evidenza pubblica. 500 mila euro per la società genovese Ett per gestire la piattaforma informativa on line (www.pianogiovanisicilia.com) che pietosamente ha fatto “crash” nel giorno del click day del 5 Agosto, quello previsto per l’incrocio dei dati tra i giovani aspiranti registrati e le aziende accreditate. Nel mirino anche 5 milioni garantiti, sempre senza gara ad evidenza pubblica, ad Italia Lavoro, per elaborare i dati dei tirocinanti e fornire assistenza ai centri regionali per l’impiego. Nel bailamme dello scarica barile cui si è assistito in questi giorni, tra scambi di accuse tra l’assessore regionale Nelli Scilabra, la Corsello ed altri protagonisti della scena politica regionale, gran parte dei quali hanno chiesto la testa di Crocetta e della stessa Scilabra, adesso saranno dunque i magistrati a far luce sulle intricatissime vicende che ruotano attorno a Piano Giovani. L’ipotesi prospettata dalla Corte dei Contri potrebbe essere quella del danno erariale, quelle avanzate dalla Procura della Repubblica di Palermo, invece, potrebbero essere persino più pesanti. Il sostituto procuratore Dino Petralia ha già convocato proprio la Scilabra come persona informata dei fatti nel contesto del fascicolo aperto, per il momento, contro ignoti.

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