Politica

Pubblicato il: 20, dicembre 2013

ptaIl solito pasticcio targato Regione e firmato giunta Crocetta. Gli annunci ed i proclami che fanno sempre molta, troppa, più strada di quanto poi non né facciano i reali provvedimenti. Ed ecco che anche il piano di razionalizzazione della rete ospedaliera in Sicilia proposto dall’assessore Lucia Borsellino non fa neanche in tempo a nascere che viene subito bocciato trasversalmente dalla commissione sanità, costringendo lo stesso assessore a riporlo nel cassetto. Agli annunci da “prima pagina” questo governo ci ha ormai abituato in poco più di un anno di vita. La settimana scorsa l’assessore alla sanità aveva degnato Sant’Agata di una semplice toccata e fuga prima di recarsi in visita ufficiale agli ospedali di Patti e Barcellona. Con l’enfasi di chi ha scoperto la formula magica più sensazionale, la Borsellino annunciò la sua proposta per gli ospedali dei Nebrodi con l’unificazione di Sant’Agata e Mistretta Due presidi una sola anima, nell’ottica di una complementarietà di funzioni che avrebbe regalato lunga vita ad entrambi i nosocomi rientrando perfettamente nelle norma imposte dal decreto Balduzzi della soglia minima di posti letto per rimanere in piedi: “non dobbiamo procedere a tagli – aveva detto la Borsellino – ma ad una rimodulazione intelligente che accorpi unità operative che costituiscono delle duplicazioni, salvaguardando le strutture ospedaliere che rappresentano un punto di riferimento per la regione. Sui piccoli ospedali piuttosto che sulle chiusure, lavoriamo sul concetto di ‘ospedali riuniti’, evitando in pratica che tra due presidi ospedalieri vicini ci siano reparti fotocopia”. Tutto smentito pochi giorni dopo. Il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, presentato in commissione sanità all’Ars e poi ritirato, tornava infatti a prevedere un distretto unico tra Patti-Sant’Agata e Mistretta. Questo, a quanto sembra, a causa di un errore di valutazione sulla sopravivenza “in autonomia” di Patti che, senza i posti tagliati per la lungodegenza, sarebbe diventato a rischio chiusura e pertanto non avrebbe più potuto fare a meno delle stampelle di Sant’Agata e Mistretta. Dietro front dunque con il piano che è stato intanto rinviato alle Asp ed alle aziende ospedaliere per un ulteriore passaggio. Da fonti ufficiali, però, assicurano che per Sant’Agata non cambierà nulla, che i reparti manterranno le proprie dotazioni e saranno mantenute le cinque unità complesse. Rassicurazioni…

LUCIA-BORSELLINO

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