Cronaca

Pubblicato il: 17, marzo 2018

Arrestati a San Fratello dai Carabinieri, due fratelli che detenevano un fucile clandestino e numerose munizioni. Il blitz del reparto dei Carabinieri Cacciatori di Sicilia, composto da militari  specializzati proprio per nelle operazioni in ambienti agresti e boschivi,dei militari della Compagnia di Santo Stefano e della Stazione di San Fratello ha portato all’arresto di due  giovani fratelli, Benedetto e Giuseppe Lupica, di 31 e 21 anni, per detenzione di arma clandestina, parti di arma e munizioni.
I carabinieri hanno rinvenuto, abilmente occultato nel sottotetto di un casolare di loro proprietà, un fucile clandestino cal. 12 “a canne mozze” , con matricola abrasa, modificato artigianalmente per aumentarne l’offensività.  L’arma era in perfetto stato, pulita e lucidata, sicuramente tenuta con la massima cura dai proprietari. Le attività di perquisizione sono state estese ai i terreni ed alle pertinenze in loro uso ed hanno permesso di rinvenire 58 cartucce cal. 12, compatibili con il calibro del fucile illegalmente detenuto, nascoste in vari contenitori occultati in punti diversi della proprietà dei fratelli. Alcune munizioni sono state trovate scavando vicino le recinzioni del terreno, altre tra gli attrezzi accatastati in un garage ed altre ancora celate all’interno di intercapedini ricavate nel sottotetto. Cercando accuratamente in tutti i possibili nascondigli, e` stato rinvenuto anche un manicotto di fucile, probabilmente facente parte di un’altra arma. Il fucile ed il munizionamento sono stati posti in sequestro e saranno inviati al Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Messina per essere sottoposti ad accertamenti tecnici per verificare se l’arma sia stata utilizzata in occasione di altri reati e per risalire alla sua matricola. Per i due fratelli è scattato l’arresto in flagranza di reato a disposizione della Procura della Repubblica di Patti.  I due sono quindi comparsi davanti all’autorità giudiziaria del Tribunale di Patti, che ha convalidato l’arresto operato dai  Carabinieri, ed ha applicato nei loro confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

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