Politica

Pubblicato il: 9, aprile 2015

“Nessun imbarazzo. Ho provato solo ad aiutare, per quello che potevo, una famiglia santagatese in difficoltà. Lo rifarei altre mille volte”. Bruno Mancuso come suo costume non si nasconde, non dribbla alcun argomento, neanche quelli all’apparenza più scomodi.  Piuttosto preferisce spiegare, chiarire, illustrare come sono andati i fatti per cui viene chiamato in causa, a volte trascinato per la giacca in vicende che forzatamente qualcuno vorrebbe  tingere a tinte fosche. L’argomento in questione sono le telefonate che lo stesso Senatore, nel 2011, fece a Roberto Piscitello, anch’egli santagatese, ex Pm, nella qualità di dirigente dell’amministrazione penitenziaria, chiedendo informazioni circa il luogo di detenzione di Tommaso Florio, santagatese, in carcere per scontare una condanna ad 11 anni. A riportare in auge quella vicenda e quelle telefonate, stra note poiché contenute nelle migliaia di trascrizioni, ormai di pubblico dominio o quasi, del faldone di “Camelot” è adesso il settimanale “S” che, raccogliendo l’imbeccata e miscolando inchieste, contatti e rapporti personali, umani e d’amicizia, affinità e sigle politiche di alto rango, pubblica quattro pagine per svelare chissà quale oscuro mistero. In realtà la vicenda è molto più semplice e schietta, ed a parlarne è proprio Bruno Mancuso, in qualità di santagatese prim’ancora che di ex sindaco ed oggi Senatore della Repubblica.

bruno mancuso“La politica ed i rapporti di partito o chissà cos’altro, non c’entrano proprio nulla – dichiara Bruno Mancuso – . Ho raccolto una semplice ma accorata richiesta di aiuto da parte della compagna di Florio – afferma Mancuso – che tra l’altro conosco sin dai tempi della scuola. La signora mi chiese se si poteva fare qualcosa perché il trasferimento in carcere dell’uomo negli istituti del Nord le rendeva  sempre più impossibile, economicamente ma anche logisticamente, andare a fargli visita. Mi sono sentito in dovere di provare ad aiutare questa famiglia santagatese – prosegue Mancuso – una famiglia che nel frattempo aveva provato a ricostruire una vita dedicandosi con grandi sforzi e sacrifici ad un’attività commerciale. Per questo mi permisi di chiamare il dottor Roberto Piscitello, soltanto nella qualità di conoscente e santagatese, chiedendo informazioni se ci fossero presupposti normativi per un eventuale trasferimento . Nessuna pressione, nessuna forzatura, men che meno favori o richieste illecite  – continua Mancuso –. La vicenda penale di Florio non mi riguarda, sta scontando evidentemente una giusta pena, io mi sono limitato ad interessarmi dietro una richiesta di aiuto proveniente da una giovane famiglia santagatese che sta attraversando un momento di difficoltà e lo rifarei altre mille volte”.

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