Politica

Pubblicato il: 14, maggio 2014

megafonoUn “Megafono” rotto, capace di amplificare non certo messaggi propositivi per il paese ma solo gli ennesimi dissidi e le frizioni interne di una coalizione elettorale nella quale è sempre più lampante la scomodità con la quale siedono i protagonisti della presa di palazzo “Faraci”. A frantumare il locale circolo del partito caro al presidentissimo Rosario Crocetta le bordate scagliate giorni fa dal coordinatore del circolo stesso Michele Fallo che prendendo carta e penna aveva pubblicamente bacchettato, tanto per usare un eufemismo, il primo cittadino, reo di “non dare valore ai giovani all’interno della cosa pubblica… , dando sempre più spazio alla vecchia politica dei trombati, dei ruffiani e lecchè…” ed ancora di “non trovare le soluzioni per migliorare questo paese e renderlo più vivibile,ed a dimensione di cittadino”. Dichiarazioni ovviamente indigeste non solo per Sottile, che già nel recente passato era stato bersaglio del fuoco amico del Pd, in particolare sulla scelta del vicesindaco, ma anche per quei rappresentanti dello stesso “Megafono” che siedono tra i banchi della minoranza consiliare e in giunta. Loro malgrado, dunque, il consigliere Maniaci e l’assessore Minciullo hanno dovuto prendere a loro volta carta e penna e comunicare la presa di distanze dal coordinatore locale del “Megafono” Michele Fallo, accusato dai due di ambire solo alla visibilità mediatica: “Non possiamo che prendere le distanze da tale modo di interpretare l’azione del movimento del Presidente Crocetta da parte del Sig. Fallo – scrivono Minciullo e Maniaci – interpretando queste gratuite accuse e questi offensivi giudizi come l’ennesimo utilizzo del Megafono a proprio uso e consumo per acquisire visibilità mediatica, creando l’imbarazzo dei vertici più alti del Movimento”. In casa “Megafono” a quanto pare si sono aperti tempi di crisi: “La condotta di Fallo non può essere oltremodo tollerata – si legge ancora nel comunicato –  in quanto andando oltre lo spirito critico, legittimo per certi versi, sconfina nel pressapochismo, nella critica populistica oltre che negli insulti gratuiti. Censuriamo con forza quindi questo modo di rappresentare il Movimento e dunque in considerazione della sua gestione personalistica e non concordata ne disconosciamo il coordinamento e riteniamo opportuno una verificata quanto prima con i vertici del Megafono”. Tempi di crisi, dunque, venti di tempesta che continuano a spirare in senso contrario all’interno della coalizione che appena un anno fa si è proposta per amministrare la città ma che, un anno dopo, continua a navigare nel mare caotico delle sue incomprensioni, discrepanze e scarse affinità politico amministrative.

 

 

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