Politica

Pubblicato il: 12, dicembre 2013

mancusosenatoIeri, alla fine di una lunga giornata, il governo presieduto da Enrico Letta ha incassato la fiducia delle Camere. A poco più di due settimane dal voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi e dal conseguente passaggio di Forza Italia all’opposizione, il premier, come chiesto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si è presentato in parlamento per chiedere la fiducia ad una maggioranza che è “numericamente più debole” – ha detto Letta – ma almeno “più coesa”. Il primo via libera arriva dall’aula di Montecitorio, con 379 sì, 212 no e due astenuti. Tuttavia, i numeri che contano per verificare la reale tenuta dell’Esecutivo sono quelli del Senato. A Palazzo Madama la fiducia passa con 173 sì e 127 no. A prendere la parola durante il dibattito al Senato, per il neonato gruppo del Nuovo Centro Destra, il senatore Bruno Mancuso. Di seguito il testo del suo intervento, che vi proponiamo anche in formato video integrale cliccando sul link sottostante:

Video intervento in aula Senatore Bruno Mancuso 11/12/2013

IL TESTO DELL’INTERVENTO DEL SEN. MANCUSO

“Presidente Letta, ho ascoltato con attenzione la sua relazione, noi del Nuovo Centro Destra riteniamo che questo passaggio alle Camere voluto dal presidente Napolitano, per quanto istituzionalmente dovuto, non incida sui motivi della nostra scelta. Abbiamo espresso il 2 ottobre la nostra fiducia al governo che Ella presiede e, nonostante da quella data alcuni eventi importanti si sono succeduti sulla scena politica italiana, siamo fermi sulla posizione di allora. La nascita di due nuovi gruppi parlamentari dal disciolto Pdl, Forza Italia e Nuovo Centro Destra, la decadenza da Senatore del Presidente Silvio Berlusconi, la scissione del gruppo politico di Scelta Civica, l’elezione a Segretario politico del PD di Matteo Renzi così come quella, seppur in misura minore, di Salvini a Segretario della Lega Nord, sono fatti rilevanti che hanno determinato uno scenario nuovo e, a mio parere, positivo. E’ la stagione dei quarantenni. Sia al governo che alla guida di molti partiti politici abbiamo persone giovani e capaci, che fanno sperare in una nuova stagione, un nuovo corso della politica. Noi crediamo che il suo governo debba continuare il lavoro iniziato ma, nello stesso tempo, riteniamo che sia giunto il momento di imprimere uno scatto, una forte accelerazione all’azione di governo, forti di una nuova maggioranza, meno larga ma certamente più coesa e costituita da parlamentari disposti a seguirvi, ad impegnarsi, a lavorare con voi nell’interesse dell’Italia e degli italiani. E’ chiaro che questa convinzione non si fonda sulla voglia di fare durare il governo “ad ogni costo” , ma sulla consapevolezza che solo se si producono risultati questi ragionamenti hanno una logica accettabile. La vostra legittimazione, presidente Letta, ministro Alfano, non sarà’ correlata solo al sostegno politico che viene da una nuova maggioranza, certamente per certi versi più forte della precedente, ma piuttosto alla Vs capacità di dare quelle risposte immediate e necessarie per evitare che il disagio sociale che sta crescendo possa generare focolai di insofferenza popolare pronti a divampare pericolosamente. Se queste premesse non si dovessero verificare, Sarebbe difficile giustificare la nostra scelta di responsabilità, che ha riconosciuto le sue motivazioni nell’unica opzione possibile per evitare il caos politico-istituzionale. Ci convince quindi il progetto di siglare un contratto che ci consenta, in tempi brevi, di fare quelle quattro-cinque cose che mettano al sicuro il nostro paese, mettendo al primo posto la legge elettorale che deve necessariamente essere esitata il più presto possibile e che, presidente Grasso, deve restare al Senato perché un trasferimento alla camera in prima lettura sarebbe un ulteriore schiaffo alla credibilità di quest’aula e della politica in generale. E non credo che per fare una legge elettorale sia necessario fare un governo di transizione che unisca tutte le forze per questo scopo; la nuova legge elettorale, che deve coinvolgere in un dialogo parlamentare le forze presenti, può essere tranquillamente esitata in presenza di un governo che, intanto, si occupi dei problemi più impellenti. Andiamo avanti quindi con coraggio e convinzione, pronti al sacrificio di un impegno straordinario per fare uscire l’Italia dalle secche della crisi che strangola l economia. Pensiamo ai giovani, al lavoro, alla giustizia , innoviamo i metodi, rinnoviamo e semplifichiamo il funzionamento dello stato sia in termini di costi che di rapporti tra i vari livelli di rappresentanza istituzionale, politica e sociale.  Noi non siamo affezionati ad alcune questioni quali la durata del governo, le formule, gli azzeramenti o i rimpasti, che pure hanno la loro importanza…. , vogliamo vivere , non sopravvivere, il tema è’ un altro: la barca su cui ci siamo imbarcati non può solo galleggiare, in balia dei marosi che la investono e sperando che non affondi, questa barca deve navigare e non a vista, ma piuttosto con rotta velocità e mete ben chiare e fissate. Solo se rispetteremo i tempi di percorso e seguiremo la rotta giusta porteremo la nostra nave dal mare in tempesta in un approdo sicuro. Auguri Presidente”.

 

 

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