Politica

Pubblicato il: 6, marzo 2015

Ben 22 comuni della provincia di Messina e segnatamente dei Nebrodi hanno formalizzato un atto di diffida e messa in mora (leggi diffida) nei confronti della Regione siciliana, assegnando alla stessa il termine di 15 giorni per avere accreditate le somme dalla medesima dovute a titolo di trasferimenti ordinari a valere sul fondo per le autonomie locali 2014;  per la compartecipazione per il pagamento del personale precario e  per il pagamento delle spese relative al trasporto scolastico extraurbano. Facendo la sommatoria delle spettanze dei 22 comuni si giunge alla considerevole cifra di €. 18.758.728,24. Una cifra davvero importante destinata non già a spese per investimenti, ma per coprire la normale spesa corrente. Una cifra che di fatto ha messo in ginocchio i Comuni che, per garantire l’erogazione dei servizi essenziali e lo stipendio ai propri dipendenti, hanno fatto ricorso all’anticipazione di tesoreria e, dunque, hanno dovuto indebitare ancora di più gli asfittici bilanci comunali. Ora però anche questa opportunità viene meno e se la Regione siciliana non onora sollecitamente i propri impegni, i Sindaci non potranno più assicurare nulla. Proprio da queste evidenti considerazioni prende le mosse la singolare forma di protesta dei Sindaci di Alcara li Fusi, Capo d’Orlando,  Castell’Umberto, Ficarra,  Frazzanò, Gioiosa Marea, Librizzi, Longi, Mirto, Mistretta, Montagnareale, Naso, Novara di Sicilia, Patti, Piraino, San Piero Patti, San Salvatore di Fitalia,Sant’Agata di Militello, Sant’Angelo di Brolo, Sinagra, Ucria e Tripi indirizzata al Presidente Crocetta, all’Assessore regionale all’Economia ed all’Assessore regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica e, per conoscenza, al Prefetto di Messina e all’ANCE Sicilia.  L’atto di diffida e messa in mora, redatto dal sindaco di Ficarra, Basilio Ridolfo, per espressa delega degli altri Sindaci, mette in evidenza come le difficoltà in cui versano i comuni, non conoscono alcuna differenza né per collocazione geografica (marina, collina e montagna), né tanto meno dimensione demografica degli stessi. Tutti i Comuni, in buona sostanza, sono vittime dell’inerzia della Regione siciliana che non riesce a garantire neppure gli ordinari trasferimenti.

 

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