Cronaca

Pubblicato il: 15, luglio 2014

inccanneto(DAL SITO WWW.AMNOTIZIE.IT) – Una presa elettrica in uno sgabuzzino che si scioglie, il fumo che invade la stanza ma, soprattutto, non entra in funzione il “salvavita” e non scatta l’allarme. Poi, a distanza di poche ore, un televisore che si incendia.
A Canneto di Caronia, frazione salita alla ribalta mondiale 10 anni fa, per incendi provocati da campi elettromagnetici la cui origine non è mai stata spiegata, ritorna la paura anche perché l’episodio della presa auto-incendiatasi, avvenuto a mezzogiorno, e quello del televisore verificatosi alle 18 non sono che gli ultimi di una serie di fatti che hanno messo in allerta gli abitanti del borgo. Dall’inizio dell’anno, infatti, sono numerosi incendi e black out che destano sospetto tra i residenti della via Mare. Venerdì mattina, poco dopo le 7, aveva preso fuoco l’impianto elettrico di un palo dell’illuminazione all’inizio della strada che collega le abitazioni mentre qualche mese fa lo stesso fenomeno era avvenuto di fronte ad una casa (già distrutta dai roghi misteriosi di 10 anni fa). Poi diversi casi di televisori o schede di impianti elettrici o altri elettrodomestici improvvisamente in fumo. “Abbiamo segnalato all’Enel i vari guasti- spiega Nino Pezzino, storico portavoce degli abitanti di Canneto- e l’unica spiegazione che ci veniva data era quella della possibile usura degli impianti dovuta alla salsedine. Però qui si tratta di impianti elettrici rifatti completamente dalla protezione civile 9 anni fa. Troppe coincidenze che ci fanno temere il peggio”. Un drammatico ritorno al passato, quindi, quando la contrada finì per mesi e mesi sotto il setaccio di protezione civile, Arpa, università e Marina Militare. Tutti alla caccia della forza che riusciva a generare una inaudita potenza di scariche elettromagnetiche. Mesi di studi poi interrotti senza una reale spiegazione, tranne quella di un pool di esperti che sentenziò come la portata di quei fenomeni non potesse essere causata da tecnologie umane conosciute. Parole che spostarono per molto l’attenzione dei media su possibili studi militari o sulla più fantasiosa ipotesi di presenze aliene nel mare antistante Canneto.

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