Attualità

Pubblicato il: 26, giugno 2014

AUTOVELOX3Ma siamo proprio certi che quell’autovelox fisso installato sulla strada statale 113 tra Torrenova e Rocca di Capri Leone sia proprio regolare? A scatenare dubbi e perplessità è un’istanza indirizzata al Prefetto di Messina presentata da un avocato di Militello Rosmarino, Antonino Araca, che ha mosso una serie di contestazioni circa la legittimità di quell’apparecchiatura che da mesi ormai è divenuta un vero e proprio “incubo” per tutti gli automobilisti in transito. “L’autovelox del Comune di Torrenova, unitamente con i provvedimenti che ne hanno disposto l’apposizione, si presentano illegittimi, in quanto affetti da violazione di legge ed eccesso di potere per violazioni di circolari ministeriali, oltre che da eccesso di potere per sviamento della funzione amministrativa della causa tipica”, scrive così l’avvocato Araca al Prefetto, chiedendo la rimozione di quell’autovelox. “Il compito cui deve assolversi in materia di controllo della velocità – si legge nella nota – va individuato nelle preminenti funzioni istituzionali di “prevenzione” rispetto alla funzione sussidiaria di repressione degli illeciti amministrativi e deve essere tesa all’attuazione del principio della sicurezza della circolazione e non volta, invece, al conseguimento di finalità diverse, come ad esempio una esazione indiretta che si sostanzia in uno sviamento della funzione amministrativa e nella violazione del principio di legalità”. Tra le questioni tecniche e le presunte violazioni normative contestate ci sono in particolare, quelle che riguardano la contestazione differita dell’infrazione, consentita per strade con particolari caratteristiche strutturali e l’analisi del numero, della tipologia e delle cause degli incidenti stradali nel biennio precedente. “Il Comune di Torrenova – prosegue la nota dell’avvocato Araca al Prefetto – ha ubicato la postazione fissa in una zona urbana su un rettilineo, in un punto in cui il tasso di incidentalità è stato del tutto inesistente nell’ultimo biennio ed in un tratto di strada in cui il tasso di incidentalità dovuto ad eccesso di velocità è stato parimenti del tutto inesistente. Inoltre, la postazione fissa su quel tratto di strada non consta di qualsivoglia documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata,posto che la strada non ha più corsie per ciascun senso di marcia né è suddivisa in carreggiate separate,  non presenta curve, né dossi o cunette e proprio nelle immediate adiacenze del dispositivo fisso dell’autovelox è ubicata una comoda piazzola, dove è possibile fermare e far sostare i veicoli dei trasgressori ai fini della contestazione immediata dell’infrazione. Il limite di velocità imposto (50 Km/h), con aggiunta dell’utilizzo dell’autovelox, fa si che  i cittadini vedano le multe per eccesso di velocità solo come un modo di fare cassa o addirittura come un pedaggio improprio – conclude la lettera indirizzata al Prefetto e per conoscenza al sindaco di Torrenova ed al comandante della Polizia di Stato di Sant’Agata Militello – ed, inoltre, la rilevazione attraverso l’autovelox in tratti di strada con tale limite di velocità snatura lo spirito della norma, anche perché, in tali carreggiate è possibile ed auspicabile la presenza visibile delle forze dell’ordine”. Per questi motivi, l’avvocato Antonino Araca chiede al Prefetto di Messina di decretare la soppressione della postazione di autovelox fissa e la convocazione della Conferenza provinciale permanente al fine di verificare l’effettiva necessità della postazione fissa e la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente.

 

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