Cronaca

Pubblicato il: 27, agosto 2013

caserma cc sagataSingolare vicenda giudiziaria per un uomo di 38 anni di Torrenova, che era stato arrestato e posto agli arresti domiciliari l’11 luglio perché accusato di stalking. In quella occasione il Giudice Monocratico, dr. Ugo Molina, convalidò l’arresto eseguito dai Carabinieri e, su richiesta del Pm dr. Carlo Gorgianni, stabilì che il Genovese venisse posto agli arresti domiciliari. Il processo per direttissima, su richiesta del difensore di fiducia, avv. Giuseppe Mancuso, venne rinviato all’ udienza di ieri e si è concluso con un patteggiamento ma per la scarcerazione dell’imputato occorreva ovviamente attendere la lettura della sentenza che il Giudice aveva preannunciato per le ore 15 circa. Nel frattempo l’uomo, che aveva rinunciato alla presenza alla lettura del dispositivo della sentenza, è stato autorizzato a tornare presso la propria abitazione. E da qui il drammatico equivoco che lo ha portato in carcere. Egli, infatti, invece di recarsi presso l’abitazione dei genitori in Sant’Agata Militello, luogo in cui stava agli arresti domiciliari, ha fatto rientro presso la sua abitazione di Torrenova che è attigua a quella della suocera che sta ospitando la moglie ed i figli. Secondo l’accusa quest’ultimo avrebbe sfondato la porta di ingresso dell’appartamento della suocera e si sarebbe introdotto al suo interno fra le grida della moglie che non ha esitato a chiamare i Carabinieri. Il trentottenne pertanto, non ancora scarcerato per il primo episodio, è stato riarrestato con le pesanti accuse di violazione di domicilio aggravata ed evasione dagli arresti domiciliari. Inutili i tentativi difensivi posti in essere dall’avv. Mancuso che ha tentato in ogni modo di evitargli il carcere. Questa volta il Pm, Dr. Carlo Giorgianni, è stato irremovibile e, argomentando la sua richiesta sulla base della evidente pericolosità dell’imputato, non ha esitato a reclamare quale unica misura adeguata quella della custodia in carcere. Parere condiviso dal Giudice Monocratico, dr. Ugo Molina, che non ha avuto alcun dubbio ed ha disposto la traduzione del Genovese in quel di Gazzi.

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