Politica

Pubblicato il: 9, marzo 2015

C’eravamo sbagliati, lo ammettiamo. Altro che vento di bufera, come scrivevamo qualche giorno fa. Sarebbe, infatti, più opportuno dire, SI SALVI CHI PUÒ! Nessuno si preoccupi, fortunatamente non c’è nessuna emergenza meteorologica. L’allarme riguarda il comune di Sant’Agata Militello. Un vero e proprio tutti contro tutti senza esclusione di colpi, un match nel quale i giocatori continuano a darsele di santa ragione di fronte ad un “arbitro” che nulla fa né nulla può, tanto che ormai anche la sua assenza passa inosservata o quasi, non fosse per i puntuali resoconti esteri della stampa al seguito.  La pratica “personale”, intesa come gestione della struttura comunale, nuove nomine dei capi area e rapporti con i dipendenti, sta sconquassando la compagine amministrativa più di quanto si possa immaginare. I “ventosi” corridoi di palazzo Faraci veicolano arie di tempesta, rumori assordanti di porte sbattute, parole grosse, durissimi scontri tra assessori,  consiglieri di minoranza ed esperti, o presunti tali, qualcuno giurerebbe di aver sentito persino di confronti “ad alta tensione” per la strada. Insomma, una nave sempre più senza timoniere in cui l’equipaggio ha letteralmente rotto le righe. Che la faccenda “personale” fosse divenuta oltremodo spinosa è noto da settimane. Il fatto singolare è che la tempesta si sia scatenata all’interno della stessa compagine amministrativa. Nessuno ha mai nascosto, infatti, né smentito, i malumori per le nuove proroghe dei responsabili di area al comune. Nomine che, secondo quanto si vocifera, sarebbero state dettate da un “esperto” al personale, persino in barba alle indicazioni provenienti dallo stesso gruppo, e con il placet del soccombente “arbitro”. In particolare il pomo della discordia sarebbe rappresentato dalla riconferma della dirigente dei servizi sociali ed attività culturali, settori per i quali il comune di Sant’Agata, oltre ad aver prodotto nell’ultimo anno risultati evidentemente insufficienti, è divenuto persino inviso agli amministratori dei centri limitrofi, che con Sant’Agata condividono la governance del distretto socio sanitario. Le cronache recenti parlano di comunicati di fuoco di altri comuni e di riunioni nelle quali sono volate parole grosse tra la funzionaria e gli amministratori. Anche per questo gran parte degli stessi sostenitori dell’amministrazione avrebbe voluto, ma senza successo, un’inversione di rotta. Sulla questione, irrompe adesso anche il gruppo di opposizione consiliare che ha presentato una nuova interrogazione (leggi interrogazione)sulla vicenda del personale comunale. I consiglieri di maggioranza fanno riferimento alle notizie apparse sulla stampa  e mettono nel mirino le affermazioni di un “esperto”.
elisa-gumina“Non si comprendono, né si conoscono, le ragioni che hanno potuto indurre l’esperto – scrivono i consiglieri –  a specificare che “la struttura comunale non è una compravendita”. Tali dichiarazioni possono influire negativamente sull’immagine dell’Ente e sulla potenziale serenità dei funzionari dipendenti dell’Ente stesso.
domenico barbuzzaachille-befumoPer questo – concludono i consiglieri di maggioranza Gumina, Befumo e Barbuzza – si chiede al sindaco se ritiene di dovere chiarire con il proprio esperto di fiducia le ragioni che hanno indotto quest’ultimo a rilasciare una simile dichiarazione e di riferire sul punto al Consiglio Comunale e quali azioni, attività, comportamenti ed atti il Sindaco e la sua giunta intendono porre in essere al fine di fugare ogni possibile dubbio ed impedire l’esistenza di qualsivoglia influenza che possa determinare indebite interferenze nella individuazione dei soggetti titolari delle posizioni di responsabilità”.

 

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