Cronaca

Pubblicato il: 3, marzo 2015

Una storia raccapricciante, una vicenda infelice che si protraeva da anni cui  hanno posto fine i Carabinieri di Acquedolci. Una ventinovenne è stata arrestata per i continui maltrattamenti e le violenze ai danni dell’anziana madre. Secondo quanto riferito dai militari dell’arma della compagnia di Santo Stefano Camastra, è stata la stessa donna, esasperata dalla situazione che ormai era insostenibile, a presentarsi  in caserma per denunciare lo stato di sopruso cui era piombata a causa delle condotte della propria figlia,  raccontando fatti raccapriccianti. In particolare, l’anziana riferiva di essere, da un paio di anni, vittima di violenze gratuite da parte della 29enne che, con cadenza quasi quotidiana, non perdeva occasione per maltrattare lei ed il marito ormai anziani e malati, ponendo in essere veri e propri atti di sopraffazione e di vessazione sia fisica, che psichica, i quali sfociavano anche in minacce di morte, insulti e lesioni. Gli epiteti  offensivi utilizzati erano molteplici e per lo più orientati a garantire somme di denaro giornaliere che si aggiravano intorno a 50 euro. La raccapricciante narrazione arrivava a precisare che ogniqualvolta non avveniva l’elargizione delle somme di denaro, la giovane iniziava ad offendere i propri genitori e, più segnatamente, la propria madre usando parolacce di basso livello e facendo seguire, in caso vi fosse necessità, minacce di morte e pestaggi gratuiti. Questo racconto veniva messo al vaglio da parte dei Carabinieri che avviavano dei confronti testimoniali  (utilizzando amici e parenti). L’attività veniva personalmente seguita dal Comandante della Stazione e la drammaticità di quei racconti induceva, il maresciallo Salvatore Porracciolo, a lasciare il suo recapito diretto alla donna ed ai vicini, in modo da poter garantire,  alla malcapitata, un immediato presidio che si rivelasse capace di essere tempestivamente operativo sul teatro del crimine. La scelta si rivelava decisiva poiché, dopo qualche ora, all’utenza conferita dal Comandante arrivava una telefonata dove una voce femminile urlava:  “Aiutatemi, venite subito perché mi sta ammazzando!!!”. La conversazione, ascoltata in vivavoce, però, veniva bruscamente interrotta. Immediatamente i Carabinieri si precipitavano presso l’abitazione della vittima, dove, già dall’esterno si udivano grida di aiuto da parte dell’anziana donna coperte da altrettanto veementi urla da parte della figlia. Già nell’androne, al pian terreno dell’edificio, vicino alla strada, i militari dell’Arma assistevano all’ultimo raccapricciante episodio scorgendo a distanza che la madre e  l’anziano marito, venivano protetti rispetto all’ ennesima aggressione a cura della sorella dell’arrestata la quale, passivamente, faceva scudo con il proprio corpo. L’intervento dei Carabinieri poneva fine a quel pericolosa convivenza e riusciva ad evitare le più gravi conseguenze rispetto i 5 giorni di prognosi per le lesioni riportate dall’anziana. La 29enne veniva trattenuta presso le camere di sicurezza della caserma di Santo Stefano di Camastra per essere giudicata, nella giornata odierna con il rito per direttissima dove il Giudice convalidava l’arresto e disponeva la traduzione al carcere di Messina Gazzi.

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