Politica

Pubblicato il: 1, gennaio 2014

castelloagata(Segue dalla seconda puntata)  Per essere i primi mesi e soprattutto per esser trascorso il periodo estivo, solitamente avaro di particolari contenuti e spunti politici, non c’è male, c’è stata parecchia carne al fuoco.  Trascorsa l’estate, a Settembre il dibattito politico si concentra sul palazzo municipale, su quello che è stato individuato come uno dei capisaldi della “rivoluzione” inaugurata dalla coalizione che ha assunto l’amministrazione del paese, la rivisitazione della struttura comunale. I primi focolai della polemica si erano già avvertiti dopo Ferragosto, sospinti da spifferi e sussurri su presunti capovolgimenti delle gerarchie e delle attribuzioni all’interno del comune. La “rivoluzione interna” al comune di Sant’Agata Militello non poteva non cominciare dalla testa, e dunque dal principale  funzionario. Il 2 Settembre si insedia il nuovo segretario generale, Roberto Ribaudo, 60 anni, esperto in direzione aziendale per gli enti locali. Ribaudo prende il posto a Sant’Agata Militello di Giuseppe Ricca, impeccabile funzionario e segretario di fiducia nella seconda amministrazione Mancuso.  ”La scelta di Ribaudo, professionista d’indiscusse qualità, deve essere letta nel chiaro solco del cambiamento e della discontinuità”, eccole le parole del sindaco nel presentare il nuovo funzionario che vanta una pluriennale esperienza nelle pubbliche amministrazioni ed una riconosciuta preparazione. Intanto, sul tema della riorganizzazione interna, la maggioranza consiliare, quasi prevedendo le intenzioni “bellicose” che potrebbero portare a stravolgimenti di sorta degli uffici, presenta una proposta di deliberazione per la modifica di alcuni punti riguardo i criteri generali per il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi “al fine – scrivevano i consiglieri di maggioranza – di evitare una impostazione per la quale l’affidamento degli incarichi dirigenziali abbia natura esclusivamente fiduciaria, tale, dunque, da concretizzare una netta supremazia del potere politico sulla gestione amministrativa attraverso dirigenti scelti intuitu personae, senza riferimenti alla carriera ed alle necessarie competenze tecniche”. La proposta viene quindi  approvata nella seduta di consiglio comunale del 4 Settembre, nel corso della quale alla proposta della maggioranza, la minoranza prova a fare scudo attaccando dapprima sulla legittimità della convocazione della seduta stessa del consiglio, poi, in prima persone, il funzionario responsabile fino ad allora del settore personale che  aveva apposto parere favorevole alla proposta. La delibera passa comunque con i voti di maggioranza. Il 24 Settembre  giunge dunque la nomina dei nuovi responsabili di area al comune di Sant’Agata Militello. E’ un cospicuo “rimescolamento” di carte ed attribuzioni con la riduzione da 10 a 6 delle aree, l’attribuzioni di importanti mansioni specifiche allo stesso segretario comunale e l’esclusione eccellente di qualche dirigente storico, vedi l’ex capo dell’ufficio tecnico Contiguglia. L’amministrazione, dopo le provvisorie proroghe dei mesi precedenti, lega i nuovi incarichi dirigenziali ad una prima verifica con scadenza il 15 Gennaio 2014.  Sul nuovo assetto della macchina comunale anche le sigle sindacali, più avanti (Novembre) faranno conoscere le proprie perplessità chiedendo l’attivazione delle procedure nel rispetto della norma e delle relazioni sindacali con un immediato confronto su una nuova struttura organizzativa. A fare rumore nel mese di Settembre giunge però anche un’infuocata noto congiunta firmata dalle associazioni dei commercianti santagatesi, Acis e Centro Commerciale Naturale “Gallego”. I commercianti suonano, infatti, la sveglia nei confronti dell’amministrazione, mostrano un certo malessere per i “mancati inviti” agli incontri organizzati relativi alle problematiche del settore e chiedono a gran voce un confronto diretto ed approfondito sui temi del rilancio commerciale e dello sviluppo turistico della città. Al centro della polemica finiscono anche le iniziative estive, appena trascorse, che “non hanno per niente valorizzato la nostra città”, scrivono i commercianti, e le proposte sullo spostamento del mercato settimanale. A chiudere il mese, l’ennesimo imprimatur giudiziario sul corretto andamento dell’appalto per il completamento del Porto. Anche il Cga, infatti, dopo il Tar, boccia il ricorso della Condotte d’Acqua. Il progetto, che intanto aveva ottenuto anche l’autorizzazione paesaggistica, sembra finalmente giunto al passo decisivo per l’avvio del cantiere. Sull’argomento, la maggioranza consiliare non manca di evidenziare la stranezza della mancata costituzione in giudizio al Cga da parte del Comune. Ancora una volta la risposta è laconica: mancanza dei tempi tecnici sufficienti per aver contezza degli atti e predisporre eventuali azioni. Un’ulteriore notizia, quindi,  sembra passare quasi inosservata a Settembre. Lo stop ai lavori, imposto dal dipartimento regionale per l’ambiente,  per la realizzazione della discarica con annesso impianto di pretrattamento dei rifiuti  in località Carbone, sul torrente Inganno tra Sant’Agata Militello ed Acquedolci. Il provvedimento, scrivono dalla regione, è motivato dalla mancata presentazione da parte dell’impresa, la Cogeir di Brolo, del documento relativo alle aree di deposito di terre e rocce da scavo. La parte più importante della notizia riguarda però l’avvio del procedimento, Maggio 2012,  quando fu proprio il Comune di Sant’Agata Militello, la cui amministrazione del tempo fu spesso messa sotto accusa, rea di voler trasformare la città in “pattumiera dei Nebrodi”,  a chiedere all’impresa l’integrazione alla documentazione per verificarne la conformità alla circolare Arta del 2007, che impone le modalità di stoccaggio dei terreni di risulta ed adottando misure di contenimento delle polveri. Sarà questo uno dei tanti cavalli di battaglia della campagna elettorale avversa alla coalizione Mancuso che nel breve giro di pochi mesi saranno dissolti come neve al sole dall’evolversi dei fatti e dalla cronaca giudiziaria. Insieme alle prime nubi ed ai venti d’autunno, ecco giungere però su Sant’Agata i primi tuoni di quello che sarà poi autentico temporale invernale che vedrà la città da leader e centro capofila scivolare sempre più ai margini della governance territoriale dei Nebrodi. Il primo scoglio su cui s’infrange la ridotta caratura politica dell’amministrazione santagatese è la costituzione della Srr Messina Provincia, la società che per legge dal 1 Ottobre rileva le Ato. Dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto, i sindaci di 57 comuni della fascia tirrenico nebroidea della provincia di Messina sono riusciti a “partorire” la Srr il 27 di Settembre, dopo ore di assemblea al Castello Gallego. Dalla quella che è stata definita un’autentica battaglia geopolitica per la gestione di un importante organismo decisionale in un settore strategico e così discusso negli ultimi anno, appunto quello dei rifiuti, indiscusso  vincitore  è risultato il Pd della corrente di riferimento dell’onorevole regionale Giuseppe Laccoto che ha piazzato due dei cinque componenti nel Cda con il sindaco di Brolo, Salvo Messina, ancora ignaro del destino politico che lo avrebbe atteso, e quello di Torrenova, Salvatore Castrovinci. Ed è proprio sull’asse Brolo-Torrenova che si scioglierà progressivamente, in pochi mesi, il ruolo leader di Sant’Agata. Presidente del cda della Srr viene eletto il sindaco di Militello Rosmarino, Calogero Lo Re, altri componenti lo stefanese Francesco Re e Giuseppe Patroniti, sindaco di Santa Domenica Vittoria. Il sindaco santagatese, originariamente propostosi per una candidatura nel cda ha ritirato la sua partecipazione alla corsa. Sant’Agata da centro capofila dell’ormai ex Ato Me1 non sarà dunque rappresentata nell’organo decisionale della Srr di cui mantiene però la sede. (Fine 3^ Puntata)

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